spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB
Home
Riapertura agende diabetologia

Gentile Calvisi,

la presente per informarla, come da accordi intercorsi per le vie brevi, che sono state aperte le nuove agende di diabetologia.

Cordiali saluti

Ufficio Comunicazione e Reclami

Azienda Ospedaliero - Universitaria di Sassari

Via Enrico de Nicola, 1 - Presidio SS Annunziata - 07100 Sassari

tel: 079/2830638 - 614

 
In risposta ai lamenti

Buongiorno gentile associazione ADMS,

vi scrivo perché vorrei integrare quanto detto nella vostra pubblicazione intitolata “lamenti”, aggiungendo la mia esperienza in merito e correggendo quelle piccole imprecisioni che sono presenti.

Come l’autore della lettera, anche io sono un diabetico da decenni in cura presso la aou di Sassari, e non posso che confermare lo stato di difficoltà in cui si trova questo reparto e che perdura già da anni.

Come questa persona anche io sono stato due anni in cura con il dottor Manconi, che con la sua professionalità ha contribuito in maniera significativa ad un miglioramento generale delle mie condizioni glicemiche.

Ora veniamo alle dolenti note, quando cioè incominciarono a presentarsi le prime avvisaglie dei problemi burocratici legati all’incarico del dottor Manconi, cosa che a differenza di quanto manifestato nello scritto “lamenti” non è avvenuta improvvisamente, il dottor Manconi si premurò di avvisarmi ben sei mesi prima che questo accadesse.

Ora non voglio fare facili insinuazioni, ma come sono stato avvisato io, anche tutti gli altri suoi pazienti devono essere stati avvisati, ed ogni volta che si telefonava o ci si presentava in diabetologia per i più disparati motivi, si veniva avvisati di questa situazione, come ebbe cura di fare il dottor Pacifico quando mi presentai per il rinnovo della mia prescrizione per l’assistenza integrativa (ovvero cannule e serbatoi del microinfusore). Posso solo immaginare che come sono stato avvisato io siano stati avvisati più o meno tutti nell’arco di questi sei mesi.

Non entrerò nel merito della situazione burocratica e lavorativa del dottor Manconi poiché esula dalla mia sfera di competenza.

Sono assolutamente concorde con quanto afferma la persona che scrive quando afferma che la burocrazia causa non solo problemi, ma ammazza pazienti e medici in egual misura.

Si può anche assolutamente affermare che la perdita del dottor Manconi sia stato un colpo importante per la diabetologia, che già si trova sotto organico, quindi la perdita di un membro naturalmente ne compromette le funzioni. C’è da chiedersi però se i problemi siano iniziati da quando il dottor Manconi è stato trasferito.

È una grave scorrettezza morale attribuire tutta la colpa a questa faccenda, magnificando l’operato di un singolo medico che, per quanto eccellenza (assolutamente lungi da me non rendere onore ai suoi meriti come già fatto precedentemente) non poteva con la magia far andare tutto bene.

La persona che ha scritto “lamenti” forse ha soprasseduto sul fatto che ANCHE quando c’era il dottor Manconi, le file si facevano lo stesso, non sono stati rari i casi in cui io stesso abbia dovuto attendere mezz’ora, posso solo supporre a causa di visite che richiedevano più tempo del necessario (che sono imprevedibili e quindi assolutamente NON colpa del medico).

I pazienti attendevano lungo l’anonimo corridoio anche prima, ed adesso la situazione è peggiorata per via della mancanza di un medico, ma non è che la situazione prima fosse perfetta ed all’improvviso, con la mancanza del dottor Manconi, essa sia esplosa.

Giusto delle ultime considerazioni conclusive su alcune esagerazioni che, a mio modesto avviso, potevano essere risparmiate.

La persona dice che il suo bisogno di salute lo costringe ad inseguire il medico ad Olbia aggiungendo un riferimento alle sue precarie condizioni di salute, che parrebbero causate della mancanza del suo medico di fiducia. Ricordiamo che l’aou offre un servizio (per quanto afflitto da diversi problemi) di cura del diabete e consente di scegliere il medico che preferisce tra quelli disponibili, se il medico che vuole lei è da un’altra parte, sarà costretto a seguirlo oppure ad optare per la migliore alternativa tra quelle disponibili.

L’ultima, severa annotazione. Se il suo bisogno di salute dipende dalla presenza del suo medico favorito, sta sbagliando enormemente nella terapia del diabete. Ai diabetici viene insegnato come curarsi da soli proprio perché non possono pretendere di avere un medico appollaiato sulla spalla che faccia le scelte al posto del paziente.

Il mio consiglio è quello di mettere a frutto l’esperienza maturata con il dottor Manconi, che sono sicuro sia riuscito ad istruirla più che a dovere nei due anni di terapia, e di (mi perdoneranno i medici) cercare di affrancarsi sempre di più dal diabetologo, utilizzandolo come punto di riferimento in caso di problematiche inaspettate ma senza dipendere interamente dalla sua esperienza e dal suo giudizio.

 Cordialmente

Alberto Cau

 
Lamenti

Sono un povero diabetico, povero nel senso che condivido con tanti altri condannati di questa patologia il triste e penoso declino del Servizio di Diabetologia della AOU di Sassari, centro specialistico che mi segue da un decennio abbondante.

Ed è proprio dell’ultimo periodo che voglio raccontarvi la mia personale vicenda.

Circa due anni fa il mio diabetologo dott. Manconi concordò con me l’adozione del microinfusore per la migliore gestione della malattia e la scelta si rivelò da subito corretta, apportando un deciso miglioramento sia alle mie glicemie che alla qualità di vita.

Il mio medico inoltre gestiva un affollato ambulatorio dedicato proprio alle persone in trattamento con questo moderno strumento terapeutico, che ha davvero cambiato la prospettiva di tanti pazienti, in precedenza costretti ad una terapia multi iniettiva di insulina.

Tutto procedeva al meglio quando un bel giorno un cartello sulla porta del suo ambulatorio avvisò che il mio medico era andato via per imprecisati motivi. Allora mi informai meglio presso il Servizio venendo a scoprire che si era trattata di una scelta obbligata.

Indagando più a fondo scoprii che quattro anni prima si era temporaneamente trasferito dalla Diabetologia di Olbia a quella di Sassari per ricongiungersi alla sua famiglia.

Nel frattempo, esattamente un anno fa, vinse il concorso per un posto di diabetologo proprio presso il Servizio di Diabetologia della AOU di Sassari e quindi risultava in speranzosa attesa di essere assunto in pianta stabile dall’Azienda Sanitaria sassarese. Dodici mesi nei quali la burocrazia e l’inefficienza della macchina sanitaria lo hanno di  fatto costretto ad abbandonare, riprendendo servizio nella diabetologia di provenienza essendo scaduti i termini dell’aspettativa.

Lunghi mesi di speranza che si sono infranti nell’elefantiaco sistema del “tanto chi se ne frega della persona e del paziente”: ancora una volta la burocratica inefficienza ha mietuto l’ennesima vittima con la solita voracità.

Morale della favola, un medico che pure tanto aveva costruito di buono e di innovativo nella sua città è stato costretto suo malgrado a ritornare lontano da casa, cosicché la nostra città perde l’ennesima eccellenza e con essa tutti noi perdiamo, caro Signor Calvisi: perde l’Associazione dei pazienti diabetici, perde il nostro ormai moribondo territorio, perde la pletora di poveri diabetici che, ahimè, presenta tra le proprie fila un ancora troppo esiguo numero di onorevoli Amministratori per potere dare una dignità al diabete e ad una assistenza decente.

Come sempre succede è quasi sempre l’ignoranza e la distanza dai reali bisogni dei pazienti a rendere ciechi e sordi e muti i Dirigenti della nostrana sanità, pagati fuor di quattrini per fare quadrare i conti ma non certo per fare funzionare a dovere un sistema di reale e mutua assistenza sanitaria.

La Diabetologia della AOU d’altronde non è stata più in grado di offrire un’alternativa valida e concreta al mio bisogno di salute, costringendomi così ad inseguire il mio medico per il periglioso cantiere della Sassari- Olbia, in un via vai di rabbia e di disperazione che va a sommarsi ad una condizione di salute generale piuttosto precaria.

Voglio inoltre evidenziare come la fuga obbligata del dott. Manconi abbia creato un evidente problema a quel Servizio di Diabetologia, con una situazione resa critica dai poveri pazienti costretti ad attendere lungo un anonimo corridoio svariate ore la propria visita (non è raro che siano solo due i medici a visitare una massa imponente di pazienti, i quali spesso accusano malori per l’ipoglicemia oppure scoppiano in scenate innervositi dalla disumana attesa).

Ed allora io mi domando come sia possibile il perseguire di un tale stato delle cose?

E’ mai possibile che nessuno tra i già citati Super Dirigenti rigorosamente continentali e strapagati, si sia ancora preso la briga di venire giù tra l’informe plebe a visionare in che razza di girone dantesco siano finiti gli ultimi, i poveri diabetici della AOU di Sassari?

Vorrei concludere con un’ultima considerazione: come già detto sono costretto dalla situazione a farmi visitare dal dott. Manconi presso il Servizio Diabetologico di Olbia: ebbene, si tratta di un altro mondo, dotato di una struttura davvero ampia e modernissima, in cui il vetusto sistema della fila è ormai stato superato dall’appuntamento personale, in cui opera un efficientissimo servizio infermieristico in grado di gestire al meglio svariate criticità. Fantascienza assoluta.

Ed è stato proprio a seguito di questo doloroso confronto che la mia rabbia si è trasformata in rassegnazione: riusciremo mai a Sassari a rendere i poveri diabetici un po’ più cittadini e un po’ meno schiavi delle insane paludi in cui è invischiata la locale “malasanità” sassarese?

 
Altri articoli...
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>

Risultati 9 - 12 di 340
spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB