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FINE GARA

Cari babbo e mamma,

10-12 punture al giorno ci fanno soffrire, ma non piangete non è colpa vostra 

Il nostro sogno è la ricerca,

quella che lavora in silenzio, che non abbaglia, che non grida,  che non promette, siamo sicuri, diminuirà le nostre sofferenze, cancellerà i vostri sensi di colpa.

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Ancora Disservizi Nelle Mense Per i Celiaci

 

Al Responsabile della mensa dell’ERSU,          con preghiera di una  urgente risposta ed eventualmente cosa osta per l’applicazione della legge del 4 luglio 2005 n°123. norme per la protezione dei soggetti malati di Celiachia. Art. 4 com 3 e 4.

In attesa di sollecita risposta cordialmente saluto

Il Presidente ADMS   Michele Calvisi  

 

Allego la lettera di protesta del nostro socio

 

Al Sig. Presidente dell'  ADMS

 

Il Sottoscritto Antonio (nome di fantasia), domiciliato a Sassari in via ….., studente al 1° anno della facoltà di ……, affetto da Celiachia, fa presente alla S.V. che alla Mensa Universitaria, non viene assicurata adeguata garanzia per quanto riguarda il pasto per Celiaci, vale a dire privo di glutine, per cui si è costretti a consumare il pasto a casa, non usufruendo di un diritto che dovrebbe essere garantito.

I disguidi sono tanti, sopratutto, meraviglia il fatto che ci si senta dire dal personale ( peraltro gentile, ma forse non adeguatamente informato sulla Celiachia)  :<< lo deve sapere lei cosa può o non può mangiare>>, non considerando che è chi fornisce il servizio e quindi conosce gli alimenti e la loro preparazione che deve garantire che essi effettivamente siano privi di glutine. Altro aspetto è legato al fatto che in caso di indisponibilità di un primo piatto, rispondente ai requisiti sopra indicati, non è possibile avere per es. due secondi piatti, ma solo un insalata, con ovvia riduzione dell'apporto calorico.

Credo che tra gli aspetti del diritto allo studio ci sia anche quello di fornire un  servizio mensa  idoneo.

Certo di un suo fattivo interessamento ( che lei ha dimostrato in tante battaglie per i diritti alla salute) le porgo i più     Cordiali Saluti ed Auguri

 

 

Avendo preso visione della sua richiesta e della lettera inviatale dallo studente affetto da morbo celiaco, tengo a sottolineare che la mensa universitaria di Sassari produce pasti che non contengono glutine previa richiesta degli interessati.

I nostri cuochi, avvisati per tempo, predispongono un apposito tegame per la bollitura del riso, sempre disponibile nelle nostre cucine, o della pasta senza glutine fornita dall’utente, il condimento sarà scelto dall’interessato tra quelli disponibili che non contengano sostanze a cui è intollerante. Tra i secondi piatti sono sempre presenti le fettine ai ferri e i formaggi misti, ma il menù può presentare anche piatti più complessi a base di carne, pesce o verdure che non contengono glutine. Sarà cura dell’interessato chiedere, a me o al responsabile delle cucine, prima di entrare in sala, quali piatti possono essere consumati. Per quanto riguarda i contorni, si fa presente che le patate al forno o fritte, essendo surgelate e quindi precotte, non sono garantite per il consumo di chi è affetto da morbo celiaco.

Si fa presente inoltre che saranno presto disponibili forniture di salumi e preparati per brodo privi di glutine per consentire una più vasta scelta di piatti all’interno del menù.

Lascio i recapiti telefonici a cui l’interessato potrà rivolgersi per segnalare la sua intenzione ad usufruire del servizio e poter dare il tempo di predisporre quanto necessario per la realizzazione del menù alternativo.

 

Cucina via dei Mille: 079 258508;   Cucina via Manzella: 079 258212;

 

Ufficio mensa via dei Mille: 079 258269;   Ufficio mensa via Manzella: 079 258213.

 

La ringrazio per la sollecita risposta. Ho messo a disposizione dello studente i numeri di telefono e i dati.     

Un cordiale saluto 

Michele Calvisi

 
In Risposta al Professor Glorioso

clicca qui per il testo dell'articolo del Professor Glorioso apparso sulla Nuova Sardegna

 

Spettabili,

Direttore La Nuova Sardegna di Sassari.

Assessore Regionale alla Sanità

Direttore Generale ASL 1 Sassari

Direttore Azienda Mista Sassari

SID Regionale e Nazionale

AMD Regionale e Nazionale

 

Oggetto: spese ingiustificate

 L’undici gennaio nella rubrica “La buona salute” il prof Glorioso ha scritto in merito al diabete.  Con  piacere abbiamo appreso che il Prof asserisce ciò, che noi come associazione sosteniamo da diversi anni, ma quello che scrivevamo disturbava la “serenità”  del mondo diabetologico,  Abbiamo aspettato a rispondere perché eravamo curiosi di vedere come il mondo diabetologico (SID - AMD) avrebbe reagito al contenuto di quell’articolo dove, così sembra di capire, il diabetologo ha la tendenza a cambiare terapia farmacologica più costosa ad un paziente che ha un decorso terapeutico soddisfacente….evidentemente solo gli articoli scritti da noi  vengono immediatamente additati e creano scompiglio, tra colleghi…..  

Apprendiamo con preoccupazione quello che il professore ha evidenziato dei costi spropositati per le cure, ovvero come da lui asserito delle spese  “dieci volte tanto quelle normalmente sostenute ottenendo lo stesso risultato”. Con l’aggravante di averli messi in “commercio senza prove convincenti sulla loro sicurezza”.

Mi auguro che oltre ad evidenziare pubblicamente tale malessere e tali sprechi, il Prof. Glorioso abbia informato e interessato le autorità competenti.

Riteniamo che il Prof abbia approfondito esclusivamente il tema sul  diabete di tipo 2, visto che parla esclusivamente di pastiglie. Noi concordiamo sul fatto che il sostituire la terapia quando il compenso metabolico è soddisfacente con un farmaco più caro è solamente un costo aggiuntivo per la collettività.  Il costo economico relativo al trattamento della patologia non è solamente relativo alla somministrazione del farmaco 8 - 10%, ma anche all’insostenibile cura delle complicanze, che hanno sicuramente un peso economico maggiore  Tali complicanze comportano lunghi e costosi trattamenti terapeutici con ricoveri in strutture ospedaliere ed interventi chirurgici di altissima professionalità che per noi diabetici sono dei trattamenti salvavita, ma che possono essere considerati, talvolta, il risultato di terapie anche costose, ma iniziate tardivamente. Ma un punto di dissenso, almeno teorico, con il Prof  lo abbiamo. Non è ben spiegato cosa voglia dire fare i “controlli necessari”, infatti nell’articolo sembrerebbe che non bisognerebbe farne troppi”(la regione passa solo 25 strisce reattive al mese ai pazienti diabetici tipo 2 in terapia orale, meno di un controllo al giorno).

Certamente a noi non piace pungerci troppo perché non siamo masochisti e ne faremmo volentieri a meno, ma spesso, e non solo a chi di noi fa  terapia insulinica intensiva, è necessario.

Non vogliamo ricordare al prof (che sicuramente lo sa meglio di noi) che l’ emoglobina glicata (con cui giudichiamo un compenso, non malaccio) è solo una media delle glicemie e quindi  porta  informazioni solo parziali, e se ci si affida solo ad essa senza la assoluta e necessaria monitorizzazione della glicemia giornaliera può  riservare sorprese.  Sarebbe come dire che la pressione media della 4 ruote della mia auto è di 2 mbar (non c’è malaccio!!!), senza considerare che le ruote di destra hanno una pressione di 4 mbar e quelle di sinistra sono a terra?.proviamo a muoverci!  Inoltre, riguardo al fatto che le determinazioni della glicemia portino a false valutazioni? anche con emoglobina glicata non malaccio (inferiore a 7%) la glicemia misurata dopo il pasto  può essere elevata (anche superiore a 200 mg/dl) e noi vorremmo che venisse controllata e nel possibile corretta.  E parliamo delle ipoglicemie, la nostra vera croce!!!  Se il problema nei pazienti trattati con insulina è enorme, anche nei pazienti in trattamento con le vecchie ed  economiche medicine orali  può essere evidente. Alcuni farmaci hanno fatto la storia della diabetologia come la buona vecchia glibenclamide, che avendo un costo ridicolo per il Sistema Sanitario Nazionale, può però esporre il paziente a repentine e prolungate ipoglicemie. Pensiamo ai bambini, alle attività motorie particolarmente indicate, ad un commesso viaggiatore, un elettricista che si deve arrampicare su un palo.. ..se hanno il diabete e la pressione alta (ambedue in controllo.... non malaccio?) difficilmente il nostri amici dovrebbero misurasi la pressione prima di fare un viaggio da Sassari a Cagliari o prima di salire su un palo (l’evento di una ipotensione è abbastanza raro), ma che dire se per qualche motivo la glicemia decide di scendere proprio mentre è in viaggio o in cima al palo…. Forse sarebbe stato meglio se l’avesse misurata prima di fare queste operazioni. 

Rimaniamo in attesa di sentire le recenti cose che sono emerse sul diabete in un altra rubrica del Professore, come da lui promesso,  in ogni caso l’apertura di un dialogo è sempre interessante.

Cordiali saluti   Il Presidente ADMS    Michele Calvisi

 
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