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Giornata mondiale del diabete

OGGETTO: Giornata Mondiale Diabete ad Alghero 16 Novembre 2008

 

Relazione di Michele Calvisi 

 

Questa estate l’ADMS ha organizzato per ragazzi diabeti e celiaci una nuova esperienza di autogestione, grazie alla collaborazione della Cooperattiva Sociale “Piccoli Passi”.

Di questo devo ringraziare la neocittadina di Alghero, Dott. ssa Domenica Obinu, che mi ha messo al corrente di questa opportunità.

L'iniziativa della dottoressa Obinu di proporre all'adms questa pionieristica collaborazione è stata un successo, ha aperto la strada per il progresso nella crescita dei ragazzi diabetici, celiaci e delle loro famiglie.

L’occasione recente ed entusiasmante è stata premiata prima di tutto dal numero di ragazzi che hanno potuto affrontarla  inoltre dalla collaborazione della Dott ssa Lidia De Luna della pediatria dell'ospedale di Alghero e delle armi, questa volta buone, della telemedicina.

Zavorra.

Ad Alghero i ragazzi con diabete, celiachia e le loro famiglie si sono liberati della Zavorra.

In una cittadina marinara qual’è Alghero è noto che le Zavorre servono anche ad equilibrare le imbarcazioni per consentire una migliore navigazione.

Per noi gli equilibri sarebbero migliori glicemie e migliori insulinemie.

Le attenzioni sono tutte basate nell’utilizzo del farmaco e nella speranza che la ricerca riesca nel miracolo, con grande soddisfazione per chi può mettersi più in vista.

Sociale.

Ma il sociale dov’è? E come funziona nei confronti delle persone con la diagnosi di diabete e di celiachia?

L’unica cosa che noi come associazione possiamo affermare è che, ad oggi purtroppo, il sistema sanitario conosce bene i numeri allarmanti della patologia, ma nessuna istituzione si fa carico del diabete di tipo terzo.

La famiglia.

In Sardegna coinvolge oltre 500 mila persone, esse sono tutte allo sbando poiché le politiche sanitarie non sanno coordinare ed integrare le diverse professionalità, in ambito sanitario e tanto meno sanno lavorare in team con chi si occupa a vario titolo di politiche sociali.

Spesso poi le politiche sociali sono irragionevoli, perché non si integrano con il sociale del paziente,  quindi non hanno programmi per i familiari delle persone con diagnosi di diabete e celiachia.

 Scuola.

Riconoscendo ad alcune direzioni didattiche il buon lavoro svolto per i ragazzi con diabete e celiachia, è obbligo da parte mia citare come esempi Alghero e Sassari; ma l’Istituzione scuola è la più indifferente, non avendo mai fronteggiato il  problema per tentare di alleviare le difficoltà ed i pregiudizi anche gravi verso i bambini e i ragazzi con il diabete e la celiachia.

L’unica concessione che la scuola ha dato è la possibilità dell’intervento di un familiare per misurare la glicemia ed eventualmente correggere...

(continua...)

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Domande&Risposte al Dr.Tonolo

Il  Sig. Claudio M. in occasione della giornata mondiale del diabete ci pone dei quesiti ai quali risponde il Dr. Giancarlo Tonolo responsabile della diabetologia di Olbia.

 

Le Risposte sono del Dr Giancarlo Tonolo responsabile della diabetologia di Olbia

 

 

Le INVIO ( IN MAIUSCOLO) LE RISPOSTE AI QUESITI CHE MI HA POSTO

 

 

  Agli esperti vorrei rivolgere queste domande:

>

> 1) Poiché il glucosio si trasferisce nell’urina,

> emetterne una maggiore quantità consentirà che pure dal sangue > fuoriesca, una maggiore quantità di glucosio, permettendo > l’abbassamento del livello glicemico? SI IL MECCANISMO E' FISOLOGICO E COMINCIA QUANDO LA GLICEMIA SUPERA I 180 MG/DL. PURTROPPO NON BASTA PER COMPENSARE IL DIABETE, SONO IN STUDIO FARMACI CHE AUMENTANDO LA ESCREZIONE URINARIA DI GLUCOSIO PER RIDURNE I VALORI NEL SANGUE

>

> 2) Il ricorso all’acqua per favorire ed aumentare la > diuresi, con lo scopo di trasferire il glucosio, dal sangue nelle  urine, è la soluzione più ovvia e naturale ed in simbiosi con  l’esigenza di bere che spesso assilla il paziente diabetico?

NO IL FAR BERE IL PAZIENTE CON VALORI ELEVATI DI GLICEMIA SERVE A "RECUPERARE" I LIQUIDI PERSI CON LE URINE ( IN EFFETTI NON E' CHE IL GLUCOSIO VIENE BUTTATO FUORI CON L'ACQUA, MA E' IL GLUCOSIO CHE ANDANDO VIA SI PORTA VIA L'ACQUA) QUESTO PERMETTE DI RIDURRE UN PO' I VALORI DI GLICEMIA, MA SOLO PERCHE' IL SANGUE DIVENTA MENO CONCENTRATO RIMEDIANDO ALLA DISIDRATAZIONE

>

>3) La terapia di bere acqua potrebbe essere praticata con le stesse modalità e con la stessa intensità con la quale si  consiglia analogamente, di bere acqua nella prevenzione e  nell’espulsione dei calcoli renali? IN UN CERTO SENSO SI PER I MOTIVI SU DETTI, FONDAMENTALMENTE PER EVITARE LA DISIDRATAZIONE

>

> 4) L’esigenza di bere del paziente diabetico,

> associata all’evidente presenza di glucosio nell’urina può voler  dire che aumentando la frequenza delle minzioni, per eliminare il

> glucosio, l’organismo ha, ed ha sempre avuto, lo strumento idoneo  per tenere la glicemia sotto controllo? NO L'URINARE MOLTO E QUINDI BERE MOLTO PER LA SETE CHE DERIVA DALLA DISIDRATAZIONE E' LEGATO, COME DETTO SOPRA, AL FATTO CHE IL GLUCOSIO , NON PIU' RIASSORBITO DAL RENE, SI PORTA VIA ACQUA. E' IL GLUCOSIO CHE FA AUMENTARE LA QUANTITA' DI URINA, NON L'ACQUA CHE SI PORTA VIA IL GLUCOSIO. QUINDI NON E' UN MECCANISMO "RIPARATORE" DELLE ALTE GLICEMIE, MA SOLO UN "EFFETTO COLLATERALE" DELLE ALTE GLICEMIE

>

> 5) Nel coniare il termine “diabete mellito”, la

> parola “diabete”, che deriva dal greco "passare attraverso" per  indicare l’abbondanza di urina prodotta ed emessa ed il termine  “mellito” che come accennato, indica la presenza di zucchero

nell’urina, nell'etimologia del termine non era già stata  scoperta, in parte, la soluzione del problema, semplicemente  osservando che un consistente aumento della diuresi, non può che  favorire la fuoriuscita benefica del glucosio, dall’organismo? NO IL TERMINE DESCRIVE SOLO QUELLO CHE SUCCEDE E CHE LE URINE SONO DOLCI, NON UN MECCANISMO DI COMPENSO

> IN SINTESI CON IL DIABETE E' MEGLIO BERE PER EVITARE LA DISIDRATAZIONE, MA NON PER CURARE LA GLICEMIA.

 

Grazie al Dr. Tonolo e cordiali saluti  da Michele Calvisi

 (continua....)

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Un Grazie Grande alla Vostra generositą

OGGETTO:  Un Grazie Grande alla Vostra generosità

 

Grazie alle Vostre donazioni possiamo ancora, nella Regione Sardegna, dare supporto e assistenza ai pazienti diabetici e celiaci e proseguire con la realizzazione di progetti di promozione di un corretto stile di vita.

Un caloroso grazie a tutti coloro che hanno contribuito con piccole e grandi somme, con donazioni individuali, ed anche con donazioni speciali: la prima il 18 Luglio 2006 di 50.000,00 Euro, grazie ai residui della raccolta punti SISA ai quali avete generosamente rinunciato; la seconda, di 31.076,88 Euro, grazie alla scelta del 5 per mille, fatta da  Voi nel 2006  accreditataci il 17 Settembre 2008.

Grazie al vostro sostegno, abbiamo potuto proseguire il programma di educazione all’attività motoria che è iniziato molti anni fa. Vogliamo ricordare tre appuntamenti particolarmente significativi.

Il primo lo scorso aprile a Cagliari  che ha avvicinato medici, studiosi e pazienti, quindi ciascuno di noi, alla realtà dei risultati della ricerca scientifica spiegata magistralmente da valenti ricercatori. Grazie al linguaggio chiaro, i pazienti hanno potuto capire, e fare quindi domande, su alcuni dubbi, perplessità, speranze.

Il secondo, della primavera 2008, che ci ha portato in molti comuni della Sardegna per  informare sulla corretta alimentazione, e sul corretto stile di vita più in generale, che può aiutare a prevenire la malattia o le sue complicanze.

Terzo e più importante, perché assolutamente nuovo data l’assenza in loco dell’equipe diabetologica, è stato il campus vacanze per bambini diabetici e celiaci che abbiamo organizzato a Porto Ferro (Alghero).

L’obiettivo primario era insegnare la gestione autonoma e corretta del diabete e della celiachia. I risultati straordinari che abbiamo ottenuto sono stati quasi la vittoria di una scommessa contro i pregiudizi. I ragazzi e le famiglie hanno potuto liberarsi della zavorra della dipendenza ed hanno iniziato il cammino verso la vera ed indispensabile autogestione della malattia. C’è stato anche, inoltre, un ulteriore premio: la fiducia accordataci per iniziare il percorso di autogestione grazie ai moderni mezzi della telemedicina.

Sassari, 3 Novembre

Cordiali saluti

Michele Calvisi

 
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