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diabete e ambiente

Sassari 28 Giugno 2008 

OGGETTO: DIABETE E AMBIENTE.

 

Scelta sanitaria inquinante e dispendiosa, senza senso logico, pratico e scientifico.

Un aspetto spesso trascurato è l’impatto del diabete sull’ambiente. Purtroppo questa malattia, oltre a costi sociali, sanitari e personali, impone anche costi per il territorio.

Le persone con diagnosi di diabete per utilizzare insulina, la loro salvavita,  sono stati trasformati in grossi produttori di spazzatura, per lo più famosi e costosi rifiuti speciali.

In Italia le persone con diagnosi di diabete sono  circa  4.000.000, di cui, si stima,  circa 2.000.000 utilizzano la terapia insulinica.

La confezione della nostra cara salvavita è composta da 5 cartucce di insulina da 3 ml ciascuna  (15 ml. totali)  pesa 60 grammi mentre le nuove penne usa e getta,  sempre da 3 ml ciascuna, che le case farmaceutiche stanno imponendo al mercato, hanno peso ed ingombro molto superione; arrivano a pesare addirittura 183 grammi!

La differenza di 123 grammi è semplicemente “mondezza speciale”.

Due milioni di persone che triplicano la produzione dei rifiuti per consumare la stessa quantità di farmaco; si ipotizzano circa 3 milioni di kg di rifiuti speciali.

Forse impongono una riflessione.

Un altro aspetto poco chiaro sono i costi delle cartucce e delle penne usa e getta. Stessa quantità di farmaco stesso prezzo. Le case farmaceutiche “regalano” la costosa penna. Si solleva qualche perplessità, ma anche una certezza: se l’insulina contenuta nelle cartucce, costa quanto quella contenuta nelle penne usa e getta, la prima la stiamo comprando sicuramente ad un costo spropositato.

Al costo dell’insulina contenuta nelle penne vanno aggiunti i costi di smaltimento. Sperando che qualcuno si  preoccupi di smaltirla come rifiuto speciale e non finisca in qualche discarica fuorilegge. Ci piacerebbe, e sarebbe logico e corretto che i costi fossero a carico delle nostre “generose” case farmaceutiche.

I responsabili della sanità: nazionale, regionale, e delle ASL si facciano carico di chiedere ai diabetologi di limitare la prescrizione delle penne usa e getta solo ai pochissimi casi di necessità.

Onorevole Sacconi, non vogliamo pagare ticket sanitari per scelte sbagliate, Le chiedo di far  pagare chi sbaglia.

Cordiali saluti

Il Presidente ADMS ONLUS

Michele Calvisi 

 

 
Diabete: la difficoltà di vivere

DIABETE:  LA  DIFFICOLTÀ  DI  VIVERE

PATENTE DI CURA, UNA QUESTIONE… EMERGENTE

Nel terzo millennio si può chiamare emergenza? Cinque morti per crisi glicemiche sono i diabetici che hanno perso la vita dalla fine del 2006 ai primi mesi del 2008 Sono solo quelli riportati dalle cronache. Presumiamo che il numero dei decessi sia drammaticamente più alto. Tre di questi decessi si sono verificati in Sardegna, il quarto nella migliore diabetologia pediatrica italiana, l’altra era una donna incinta. Un risultato disastroso perché queste morti sono state opera di un solo killer: l’ignoranza. Tutte erano evitabili, i numeri raccontano l’incapacità del sistema sanità attuale, costosissimo e intollerabile nei risultati in una nazione moderna. Più del 10% del PIL copre l’intera spesa del SSN del nostro paese. Si stima che il 5% della popolazione, 3.000.000 di persone, sia ammalata di diabete e che questo comporti una spesa pari almeno al 20% di quella complessiva del nostro SSN. Curare bene il diabete significa avere risorse economiche per le altre patologie. Significa anche direttamente far vivere meglio quel 5% di famiglie, circa 10.000.000 di persone  che potranno godere degli effetti della prevenzione del diabete e le sue complicanze. Significa anche offrire ad altri 50.000.000 di italiani la possibilità di un risparmio di spesa, che adesso serve ad acquistare pezze, toppe,  destinabile ad altro.

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ancora lutto in casa dei diabetici

Sassari, 23 maggio 2008

 

Oggetto: ancora lutto in casa dei diabetici.

 

Diabetica 36 anni la ricoverano in coma, dopo 4 giorni la dimettono cadavere.  Il suo diabetologo, forse, impegnato a scrivere una lettera ai giornali, come vice Presidente AMD della Sardegna, per precisare che il “micro in realtà si chiame pompa e come tale destinato a quei pazienti che necessitano di terapia insulinica” non ha potuto ne ricoverarla ne monitorare. Il medico di medicina generale raccomanda di lasciarla riposare, e dormire anche 12 ore, il sonno è diventato eterno. Grave omissione di assistenza prima e di soccorso dopo, ha provocato  ancora un lutto in casa dei diabetici. Ancora una volta, la morte senza preavviso e senza permesso entra nella casa dei diabetici, a Sassari, e si porta via un’altra giovane donna.

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