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ASL 2 Olbia

Buonasera Presidente Calvisi,

Sono un paziente di Olbia diabetico tipo1 ormai da quasi 28 anni, e da circa 7 anni anche micro infuso.

Volevo portare alla Sua cortese attenzione un problema, affinché come ADMS possa intervenire nelle sedi opportune, segnalando alcuni disguidi che purtroppo avvengono nella mia ASL di appartenenza, la ASL2 di Olbia e precisamente nella farmacia territoriale, in occasione della consegna dei presidi necessari all’utilizzo del microinfusore di insulina.

Mentre qualche anno fa la consegna dei presidi (cateteri, e serbatoi) avveniva in modo bimestrale, e con una fornitura adeguata alla terapia assegnata, da qualche mese invece, per non dire addirittura da qualche anno, la consegna  avviene mensilmente o settimanalmente, a causa delle inadeguate scorte di magazzino, si è addirittura arrivati ad aprire le scatole dei cateteri per procedere alla consegna bisettimanale, (es. 5 serbatoi e 5 cateteri) facendomi sentire in colpa del fatto che….. “se diamo a lei una scatola intera, non ne rimangono per gli altri pazienti” quindi se non ha cateteri sufficienti usi la penna.

Si può da ciò dedurre che tutto questo crea un forte disagio, specie a chi deve assentarsi dal lavoro per ritirare i presidi, o come spesso mi capita, di partire per lavoro per alcune settimane e portarmi dietro scorte che coprono in maniera di poco sufficiente la permanenza fuori casa.

Capisco che i tagli alla sanità sono in continua crescita bla.. bla. bla… e che la colpa non è di chi sta dietro il bancone della farmacia, ma non trovo comunque giusto penalizzare chi soffre di malattie croniche come il diabete, solo perché gli enti preposti non deliberano in maniera adeguata l’acquisto del materiale necessario alla cura della malattia.

La ringrazio di aver ascoltato il mio sfogo… e spero che questa mail, magari sommata ad altre che sicuramente ha ricevuto, possa servire come arma per combattere le inadempienze di chi dovrebbe provvedere a garantire la salute pubblica.

La ringrazio

 
I diabetici chiedono la chiusura delle diabetologie

I diabetici chiedono la chiusura delle diabetologie

Sempre più pazienti diabetici ormai denunciano l’inutilità delle diabetologie nel modo in cui operano ora

 

Stanno crescendo in maniera sempre più incontrollabile il malumore, la delusione e la disperazione dei pazienti diabetici verso il sistema sanitario e le strutture che dovrebbero sostenerli nella gestione della loro patologia. Non si contano più i casi di diabetici che si recano dal diabetologo per il controllo e vengono mandati a casa dopo la misura della glicemia e qualche sporadico e totalmente inorganico consiglio che non fa che aumentare la loro confusione.

L’ADMS cerca ormai da anni di far capire ai diabetici, ai medici ed al sistema sanitario che la miglior cura del diabete non consiste nell’aumentare i controlli glicemici eseguiti sui pazienti, ma nell’insegnare agli stessi come gestire tutte le situazioni che possono capitare all’interno della malattia attraverso appositi incontri di formazione.

La miglior cura del diabete si compone di un paziente consapevole di tutto ciò che comporta la sua patologia, reso in grado, attraverso la formazione costante, di poter decidere autonomamente quale sia la migliore azione da intraprendere in un determinato contesto. Il diabetico deve diventare medico di se stesso.

Se ci limitiamo a definire “cura” un controllo istantaneo della glicemia, allora dobbiamo chiudere immediatamente tutte le inutili diabetologie, in quanto ogni diabetico può già provvedere autonomamente a tale azione. Il problema non è la misura della glicemia, ma l’interpretazione di tale valore all’interno di un quadro più ampio.

Non si cada nell’errore di definire incontri di formazione quelle mezz’ore che i diabetici passano nello sgabuzzo del diabetologo, cercando di districarsi tra i poco organici consigli ricevuti, ottenendo come unico risultato sicuro l’accrescimento della confusione mentale riguardo alla propria patologia e nessun miglioramento nella gestione della stessa.

Se un’azione o una struttura non raggiunge il fine per cui è stata pensata, in questo caso la cura del paziente diabetico, allora deve essere interrotta o chiusa poiché è solamente uno spreco dei nostri soldi.

La maggioranza dei diabetici sarebbe felicissima di scambiare le misura delle glicemie che fanno in diabetologia con incontri di formazione sull’attività motoria, sull’alimentazione, sulle problematiche connesse al diabete, sui nuovi presidi per una gestione più semplice ed efficace della patologia e più in generale per tutta quella conoscenza che è la vera cura del diabete.

In conclusione l’ADMS chiede la chiusura di tutte le inutili diabetologie che seguitano a curare la malattia anziché il paziente, proseguendo cioè nella somministrazione di controlli glicemici anziché di formazione, proponendo in alternativa ad esse l’apertura di luoghi in cui i pazienti ed i medici possano condividere le loro esperienze sulla patologia in modo da dare a tutti i diabetici la possibilità di trattare la loro malattia nell’unico modo valido, cioè con la conoscenza organica del problema e delle sue soluzioni.

 
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Nel sito dell’Associazione, www.admsonlus.com.

è consultabile la relazione di attività e il bilancio dal 2008

 

 

 
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