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LAMENTI? NO TRISTE REALTA

LAMENTI? NO TRISTE REALTA

La speranza di una organizzazione sanitaria regionale plasmata sulle reali necessità e condizioni della gente sarda svanisce progressivamente.

L’arroganza dei nuovi decisori in sanità, il loro distacco dalla realtà, l’indifferenza riguardo le conseguenze sulla qualità della vita delle nostre popolazioni, che non sono le loro, è palese.

Sono diabetico e parlo di diabete.

Sto assistendo allo smantellamento della già traballante organizzazione per la prevenzione e cura di questa drammatica malattia, deciso nelle segrete stanze, da chi evidentemente non sa cosa voglia dire essere o avere un figlio, un genitore, un coniuge diabetico.

Parliamo di una patologia grave, che fa morire, che ti amputa, che ti condiziona la vita.

Ci si aspetta di trovare, in una regione leader mondiale in prevalenza ed incidenza, investimenti e risorse eccezionali, più che in altri settori, lavorando fianco a fianco con le associazioni, per percorsi, con il malato adeguatamente attrezzato in presidi ed ausili.

Un obbiettivo primario, quindi.

Dovremmo indicare la strada ad altri, siamo invece drammaticamente ultimi nella capacità di decidere, di coinvolgere, di organizzare e di investire.

Leggo una delibera dell’AOU di Sassari (n. 560 del 6 Luglio 2018) che smantella l’unico vero presidio per il diabete presente nel nord ovest della Sardegna, per tutto il centro – nord dell’isola, che fa didattica e ricerca in quanto sede di scuola di specializzazione.

Decisione assurda ed incomprensibile timidamente giustificata dall’idea di potenziare il territorio.

Idea giusta quest’ultima, ma non in contrapposizione a quella di mantenere in vita un centro che possa fare assistenza di livello superiore per i malati dentro e fuori l’Azienda (piede diabetico, patologie oculari, cardiovascolari, pazienti critici e/o fragili, gravide) complicanze oggi drammaticamente non trattate e che nessuno, spero, abbia il coraggio di dire che si possano fare in periferia dove si è raggiunto lo stadio di pre-coma e dove, comunque, di potenziamento ancora non si vede niente.

Necessitano investimenti, quindi, non tagli o spostamenti.

Più personale, ausili, presidi, un progetto ed un programma per una malattia endemica in Sardegna come da nessun altra parte in Italia.

Più coinvolgimento.

Decisioni cruciali vanno condivise. Con gli operatori medici e sanitari, con le associazioni, con i pazienti.

L’evidente distacco dei decisori dalla sanità reale non è colmabile da “consulte” o “tavoli tecnici” raramente convocati e mai ascoltati.

Viene in mente quanto gli ultimi mondiali di calcio hanno mostrato:

i Messi ed i Ronaldo hanno fallito e son tornati a casa.

Ha vinto il collettivo francese.

Michele Calvisi

 
Un gelato contro l’ignoranza

Magnifica serata con i bambini e ragazzi con diabete e le loro famiglie.

 

Per il terzo anno consecutivo sono onorato di essere stato invitato a partecipare giovedì 28 Giugno ad uno straordinario incontro organizzato dalla diabetologia pediatrica di Alghero, nato da un’idea della dottoressa Lidia De Luna e Giovanna Lina Conti, che a mio parere concretizza ciò che per una patologia cronica come il diabete dovrebbe essere un fatto scontato, ovvero il continuo scambio di infarmazioni finalizzate alla correzione di eventuali errori comportamentali nella gestione del

diabete di tripo 1.

 

Le Dottoresse hanno parlato e spiegato in termini sociali e pratici di ipoglicemia, unica vera urgenza/emergenza del diabete, e del suo trattamento sia in terapia multiniettiva che con microinfusore. I bambini hanno giocato nel giardino della sede e a tutti è stato offerto il gelato, consumato nello spazio verde del polisoccorso.

 

E’ il plauso va a quei medici, come i due appena citati, che utilizzano il proprio tempo libero per metterlo a disposizione delle mamme e dei ragazzi con diabete al fine di migliorare le conoscenze sulla condizione che li accompagnerà per tutta la propria vita.

Il Polisoccorso di Alghero ha generosamente messo a disposizione la propria struttura per accogliere una trentina di bambini e di ragazzi con diabete di tipo 1 ed altrettanti genitori vogliosi di condividere i dubbi e le paure che la gestione della salute dei loro figli comporta.

 

Provocatoriamente si è scelto di offrire a tutti i partecipanti una gelato, al fine di smontare un vecchio luogo comune che vede la persona con diabete impossibilitata a mangiare dei dolci.

 

Il tema portante della serata è stato quello dell’ipoglicemia, trattato dalla De Luna e della Conti in maniera alquanto originale, ossia non come lezione frontale bensì coinvolgendo i ragazzi con diabete in prove pratiche, mettendoli cioè davanti alle diverse opzioni alimentari in grado di correggere un evento ipoglicemico in base alla sua gravità.

Per la prima volta,dopo tanti anni di convegni e di incontri specifici, noto con piacere che si è dato l’adeguato risalto all’importanza del glucagone, un vero e proprio salvavita nell’eventualità di una ipoglicemia con perdita di coscienza.

Gli interventi sono stati moltissimi ed appassionati, mentre diversi genitori hanno messo in evidenza degli aspetti inquietanti legati alla scarsa sensibilità degli organismi scolastici in tema di informazione e di conoscenza della patologia diabetica dei propri figli, a cui spesso viene negato persino il diritto vitale di misurarsi le proprie glicemie in classe.

 

A tal riguardo mi ripropongo di ritornare a breve sul tema per illustrare più dettagliatamente la delicata questione ai media locali per denunciarne l’estrema gravità.

Concludo auspicando che sempre più operatori sanitari imitino questo virtuoso esempio di comunicazione, essenziale per rendere meno isolati e più partecipi quei giovani cittadini i queli spesso si trovano a combattere contro la più terribile malattia che non si chiama diabete, bensì ignoranza.

 
AVVISO AI TURISTI CON DIABETE

La Sardegna si appresta ad accogliere, come ogni estate, un gran numero di turisti desiderosi di immergersi nella sua straripante bellezza. 

Tra gli ammiratori della nostra terra ci saranno certamente anche parecchie persone con diabete che, vinto il problema del caro traghetti, troveranno ad accoglierli un’insidia ben più temibile, ovvero qualcosa che metterà a serio rischio la propria salute.

Sarebbe il caso di informarli che l’Assessorato alla Sanità della Regione Sarda ha deciso di negare la rimborsabilità per Ideglira, una nuova formulazione insulinica altresì presente nel resto della nazione italica ed in tutti gli altri stati dell'Unione Europea.

Senza voler entrare nel merito delle deliranti motivazioni che hanno determinato tale decisione (a detta non nostra, bensì dei diabetologi), e che di fatto pongono i cittadini con diabete dell’isola in una posizione discriminata nei confronti di chi ha la residenza oltre Tirreno, ci chiediamo se qualche illuminato funzionario del già citato Assessorato abbia pensato di informare le persone con diabete in vacanza in Sardegna che non troveranno disponibile la citata terapia insulinica in uso.

Dobbiamo per caso provvedere noi nell'informarli del potenziale rischio?
E quei zelanti funzionari si sono chiesti che pericolo correrebbe il paziente impossibilitato nel proseguire la sua terapia, in barba al principio della continuità terapeutica?

Nessuno di noi, ovviamente, si auspica l’attuarsi di una simile condizione, dato che imporrebbe a quella persona con diabete l'improvviso ritorno a casa per procurarsi il farmaco salvavita, contestualmente ad una doverosa denuncia agli organi giudiziari competenti.

Intendiamo segnalare questa assurda e paradossale situazione anche a nome di quanti nell’isola non hanno ancora a disposizione i glucometri non invasivi o i trattamenti dei sensori impiantabili, nonostante le mendaci parole rassicuranti dell’Assessorato che ancora si definisce, ottimisticamente, “della Sanità”, ovvero quel servizio essenziale che ancora viene negato nei fatti agli oltre centomila diabetici sardi ed alle loro famiglie.

 
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