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Lettera di denuncia aperta
Ai Direttori degli organi d'informazione della Sardegna Ai Prefetti delle province di CA, SS, NU, OR Al Presidente della Regione Sardegna Ass. Reg. alla Sanità Oppi Ai Direttori Generali AUSL Sarde
Oggetto: mancato rinnovo patente e certificazione per lavoro dipendente ai diabetici Ancora una volta sono costretto a denunciare una situazione di grave disagio e discriminazione nei confronti dei diabetici che richiedono il rinnovo della patente o il certificato sanitario necessario all'assunzione in un posto di lavoro.
Come diabetico e rappresentante dei diabetici, sono scandalizzato per come alcuni medici continuino a comportarsi al momento della richiesta per il rinnovo della patente di guida, o del rilascio del certificato sanitario per l'occupazione.
La mia preoccupazione nasce anche dal vedere l'immobilismo di altri che invece so essere seri, preparati e cosa non da poco, inclini a considerare i diabetici innanzitutto persone con dignità pari a quella di ogni altro.
Numerose lamentele mi provengono da più parti della Sardegna, con toni anche risentiti nei confronti di sanitari che aggravano una già pesante situazione. Ancora una volta quindi sono costretto ad una ulteriore ed urgente comunicazione della situazione drammatica che vivono molti diabetici e le loro famiglie.
Mi riferisco:
- A casi specifici in cui una commissione medica locale incaricata di effettuare una visita per il rinnovo della patente, non la rinnova e questo senza apparente e congrua giustificazione scientifica ma adducendo pericoli inesistenti, se non per l'incompetenza che li ha generati. Questo crea un grave disagio, anche psicologico ed inoltre il serio rischio di far perdere il posto di lavoro al malcapitato diabetico. Cose di qualche secolo, quando la glicemia si misurava assaggiando le urine.
- Ad un medico incaricato dalla ASL per il rilascio del relativo certificato abilitante al lavoro che si è rifiutato di procedere alla certificazione richiesta. Inoltre, cosa più grave, che abbia ritenuto opportuno convocare nell'ambulatorio medico, il titolare dell'impresa per sottoporgli richieste e domande che nulla avevano a che fare con la situazione in esame e quindi non legittime.
Mi domando per quale motivo e sulla base di quali presupposti medici e legali al momento del rilascio di questi certificati, i pazienti diabetici continuino ad incontrare insormontabili difficoltà, e quali siano con precisione i motivi ostativi al rilascio di queste certificazioni, entrambe indispensabili per accedere al diritto, costituzionalmente garantito, del lavoro.
Tutto questo si aggiunge alle difficoltà di ordine generale:
- La non continuità territoriale regionale nella distribuzione dei presidi sanitari. Spesso vi è addirittura differenza sostanziale tra ASL e Presidio dello stesso territorio. Questo crea disparità di trattamento notevoli a cittadini che pagano le stesse tasse, ma che non hanno gli stessi servizi, creando di fatto discriminazione tra persone con gli stessi diritti costituzionali.
- molte diabetologie sono in uno stato pietoso (potrei usare ben altri termini!) sia per le strutture, sia per la gestione disumana che spesso toglie utilità e valore ad anni di lavoro fatto sia dai diabetologi che della stessa associazione. Un es. è la diabetologia pediatrica di Sassari che conta 230 bambini diabetici ma ha solo due medici che devono garantire turni , assenze per malattia e ferie. Mancano infermieri, psicologo e tutte le figure specializzate oltre a locali adeguati. Questa situazione assicura solo la prescrizione dell'insulina, ma lascia fuori l'importante e indispensabile formazione alle famiglie ed ai bambini, per la gestione corretta e continua della malattia. Per peggiorare la situazione in questi giorni è stata trasferita la pediatra diabetologa che garantiva un servizio eccezionale e aveva stabilito un rapporto di piena fiducia con le famiglie.
- la pediatria di Ozieri è da qualche mese senza il pediatra diabetologo, trasferito a Olbia.
- la diabetologia delle cliniche universitarie dove il carrello delle urine è nella “sala d'attesa”, dove vi sono anche frigoriferi sempre in moto che oltre al rumore producono anche molto caldo, che con le urine vicine contribuisce a produrre miasmi a dir vero poco immaginabili! Inoltre scatole e pacchi di ogni genere poggiati in ogni dove contribuiscono a rendere non solo poco accoglienti ma anche anti igienici i locali, certo a volte suppliscono alla mancanza di spazi e di scrivanie servendo da “scrivania” di emergenza per colloqui che con la privacy non hanno nulla a che vedere. Il bagno indecente e gli ambulatori affollati tanto da togliere il respiro contribuiscono alla inevitabile richiesta urgente dell'intervento dei NAS.
- le dietiste della diabetologia del padiglione di medicina terza, operano in un sotterraneo dove per i diabetici, in attesa di una tabella dietetica, è stata allestita una panca con 4 sedili nel corridoio esposto a tutte le intemperie e senza riscaldamento.
Le stesse caratteristiche logistiche non sarebbero, GIUSTAMENTE, ammesse in una struttura privata, come mai nel pubblico si accettano condizioni disumane, anti-igieniche ecc??
Un invito ai politici tramite il Presidente della Regione: non delegate il rispetto dei diritti dei diabetici a ragionieri che sanno solo far di conto e a medici che sanno solo indossare vesti da luminari.
Voi siete stati eletti come rappresentanti dei sardi: non delegate il sociale e la convivenza civile a chi professionalmente è chiamato a fare il medico.
Certi di un Vostro sollecito e urgente interessamento nella risoluzione del problema.
Porgo cordiali saluti
Il Presidente A.D.M.S. Michele Calvisi 
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