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Leggi la Sentenza n.2857 del 2019 del Consiglio di Stato

 

 

 

La recente sentenza n.2857 del 2019 del Consiglio di Stato ha messo la parola fine ad una vergognosa vicenda di accanimento della Regione Sardegna contro le persone con diabete.

La faccenda è nota, avendogli dedicato ampio spazio nel recente passato: la Commissione del Prontuario Terapeutico Regionale (priva della figura del diabetologo) decideva di non approvare l'inserimento di una nuova insulina registrata in Classe A (Xultophy - Ideglira).

Il Tar della Sardegna con sentenza n.975 del Novembre 2018 condannava la Regione al pronto inserimento del farmaco con motivazioni inoppugnabili, ma ciò nonostante quest'ultima appellava al Consiglio di Stato andando, di fatto, contro i propri assistiti, negandogli così il diritto di ricevere il medesimo trattamento rispetto alle persone con diabete del resto d'Italia, dove peraltro tale insulina è rimborsata da oltre due anni.

L'assessorato alla Salute della Regione Sardegna, che per statuto dovrebbe garantire pari diritti a tutti nonché il rispetto delle vigenti leggi, ha operato in aperto sfregio ai propri doveri istituzionali, ed è perciò stata condannata dal Consiglio di Stato a rimediare al danno causato ai sardi.

In estrema sintesi, evidenziamo i passaggi più rilevanti (e gravi) della presente sentenza.

"Secondo la decisione del primo giudice (Tar Sardegna) il trattamento migliore per il paziente deve essere rimesso alla scelta del singolo medico che può optare, tra i farmaci inseriti in Fascia A, per la terapia più idonea tra quelle disponibili. Il mancato inserimento di Xultophy nel Prontuario Terapeutico Regionale ha come inevitabile e GRAVE CONSEGUENZA, quella di limitare l'assistenza sanitaria nei confronti dei pazienti affetti da diabete".

" Nella cosiddetta Classe A sono inseriti i farmaci essenziali e farmaci per le malattie croniche, perciò a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale. L'accessibilità al farmaco è parametro dell'eguaglianza giuridica e attuazione del principio solidaristico stabilito dalla Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea".

"La Regione tende a voler sostituire il proprio apprezzamento circa la rimborsabilità del farmaco a fronte della valutazione effettuata a livello nazionale dall'AIFA, una preclusione introdotta dalla Regione appare dunque interferire con i principi di eguaglianza e perciò esulare dalla competenza regionale".

"Va dunque ribadito il richiamato orientamento, secondo cui alla Regione è precluso sovrapporre la propria valutazione tecnica ad una valutazione di appropriatezza, prescrivibilità e rimborsabilità già compiuta dall'AIFA a livello nazionale, in quanto attinente ai LEA (Livelli Essenziali di Assistenza)".

"Per questi motivi il Consiglio di Stato respinge l'appello e CONDANNA LA REGIONE al pagamento delle spese del presente grado ORDINANDO che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa".

 

 
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