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Sentenze TAR Sardegna in materia di prescrizione di farmaci PDF Stampa E-mail

ESTRATTO DALLA SENTENZA TAR SARDEGNA 175/2018

L’introduzione del Piano Terapeutico Regionale e della Nota limitativa finiscono per produrre l’effetto di una riduzione di assistenza sanitaria (rispetto a quanto garantito dai LEA), nella sola Regione Sardegna, in danno degli assistiti affetti da diabete, con evidente vulnus dei principi costituzionali di uguaglianza e di tutela della salute, che implicano la garanzia di un trattamento uniforme, su tutto il territorio nazionale, delle cure minime garantite dal S.S.N.

Il vulnus è ancora più grave se si considera che Tresiba è un farmaco di nuova

generazione, che riduce significativamente gli episodi di ipoglicemia (non solo

notturna ma anche diurna).

Tali raccomandazioni introducono, infatti, limiti aggiuntivi all'impiego di terapie farmacologiche rispetto ai presupposti e ai requisiti già individuati a livello nazionale dall'AIFA, discostandosi così dalle determinazioni di quest'ultima e, prima ancora, a livello sovranazionale, dell'EMA, e condizionando, altresì la libertà prescrittiva del medico, con evidente lesione dei diritti dei pazienti, discriminati in funzione della zona di residenza rispetto alla fruizione di terapie rientranti nei LEA (livelli essenziali di assistenza).

         ESTRATTO DALLA SENTENZA TAR SARDEGNA 353/2018

Trattandosi di farmaco sottoposto a Piano Terapeutico ed erogabile a carico del S.S.N. solo su prescrizione di centri specialistici - il mancato inserimento nel P.T.R. (Prontuario Terapeutico Regionale) ne preclude la prescrizione a carico del S.S.N., escludendone la rimborsabilità per i pazienti sardi (che potrebbero accedere al farmaco solo pagandolo di tasca propria).

Si tratta di farmaco necessario ai fini dell’assistenza da erogare ai pazienti diabetici perché non costituisce una semplice alternativa terapeutica ma è una specifica opzione da utilizzare in caso di inadeguatezza delle terapie esistenti.

Il mancato inserimento di Xultophy nel P.T.R. produce l’effetto di una

limitazione di assistenza sanitaria (rispetto a quanto garantito dai L.E.A.), nella sola Regione Sardegna, in danno degli assistiti affetti da diabete, con evidente vulnus dei principi costituzionali di uguaglianza e di tutela della salute, che implicano la garanzia di un trattamento uniforme, su tutto il territorio nazionale, delle cure minime garantite dal S.S.N.

Il vulnus è ancora più grave se si considera che si tratta di una innovazione

specificamente destinata ad essere utilizzata in caso di inadeguatezza delle terapia esistente. Il farmaco, afferma la ricorrente, non costituisce una semplice ed ulteriore alternativa terapeutica ma offre un approccio di trattamento unico, semplice ed efficace per i pazienti con diabete di tipo 2 già in terapia con insulina basale ed ipoglicemizzanti orali, ma in controllo non soddisfacente e che necessitano pertanto di un’ottimizzazione della terapia.

Devono ritenersi illegittime le raccomandazioni regionali ai medici

ospedalieri di utilizzare alcuni medicinali (regolarmente autorizzati da AIFA)

rispetto ad altri, valutati dalla Regione come meno convenienti in termini di

costi/benefici. Tali raccomandazioni introducono, infatti, limiti aggiuntivi

all'impiego di terapie farmacologiche rispetto ai presupposti e ai requisiti già

individuati a livello nazionale dall'AIFA, discostandosi così dalle determinazioni di quest'ultima e, prima ancora, a livello sovranazionale, dell'EMA, e condizionando, altresì la libertà prescrittiva del medico, con evidente lesione dei diritti dei pazienti, discriminati in funzione della zona di residenza rispetto alla fruizione di terapie rientranti nei LEA (Livelli essenziali di assistenza).

Il mancato inserimento di Xultophy nel P.T.R. (Prontuario Terapeutico Regionale) ha come inevitabile conseguenza che in Sardegna il farmaco non possa essere erogato a carico del S.S.N. e, come altrettanto inevitabile (e grave) conseguenza, quella di limitare l’assistenza sanitaria nei confronti dei pazienti affetti da diabete.

 
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