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Lettera aperta alla ASL di Oristano e susseguente risposta PDF Stampa E-mail

 

 Lettera aperta ADIG Sarda

 

 

Con molto stupore e disappunto abbiamo appreso la notizia che l’ ASL di Oristano presso l’ospedale San Martino ha predisposto l’ambulatorio infermieristico per intensità di cure ai diabetici. Il modello innovativo –come dichiarato -si basa sulla valorizzazione della figura dell’infermiere, sulla maggiore sicurezza, appropriatezza e continuità dell’assistenza. Sono spiacente sottolineare che tale modello non è stato sottoposto alle organizzazioni dei diabetici ADIG Sarda. Non ci sono chiare le prestazione degli infermieri. Come è stato definito, su tre livelli differenti di assistenza, si libereranno risorse in termini di tempo e professionalità perché molte visite inappropriate non sono altro che frutto dell’assistenza diabetologica. Pensiamo invece che ciò permetterà solo un risparmio penalizzando i diabetici. Gli infermieri non possono lavorare autonomamente, fornire diagnosi o la formulazione di piani di intervento, valutare la cadenza delle visite, la qualità di cura, una eventuale proposta di modifica della terapia ecc… Azioni queste che devono essere prettamente di pertinenza medica al fine di prevenire o curare le complicanze. Rileviamo che continua a mancare un piano preciso di riorganizzazione della diabetologia locale e regionale condizionata dalla limitata capacità della politica di guardare a medio e lungo termine.

L’uniformità e la continuità delle cure sono i principali obiettivi del SSN intesi sia come continuità tra i diversi professionisti integrati in un quadro unitario (lavoro in team, elaborazione e implementazione di percorsi diagnostico-terapeutici condivisi ecc.), sia come continuità tra i diversi livelli di assistenza soprattutto nel delicato confine tra ospedale, Servizio di Diabetologia e territorio. Tutto ciò per potenziare l’integrazione ospedale -servizio di diabetologia -territorio con la corretta gestione del processo di valutazione delle condizioni cliniche e socio-assistenziali del paziente.

Il SSN indica precisi obiettivi che portano ad una omogeneità e ad una pari uguaglianza nel diritto alla salute. Ci chiediamo se forse non sarebbe meglio riorganizzare il Servizio con incremento di personale medico con particolare attenzione a garantire la disponibilità di un’assistenza plurispecialistica, oculistica, cardiologia, ecc… per la prevenzione delle temibili complicanze con l’assicurazione delle varie consulenze e l’ attuazione dei programmi di educazione sanitaria continua.

In attesa di un vostro riscontro porgiamo distinti saluti.

 

Cagliari 27/06/2017

    Antonio Cabras

Presidente Adig Sarda

 

 

 

Risposta IPASVI

 

Egr. Presidente,

abbiamo avuto modo di leggere la lettera aperta a Sua firma, inerente gli ambulatori infermieristici attivati nell'ambito del progetto per la riorganizzazione degli ambulatori di diabetologia per intensità di cure.

Sarà opportuno che la Associazione di cui Ella è presidente abbia cognizione della posizione dei Presidenti dei Collegi provinciali degli infermieri (Collegi IPASVI) della Sardegna su questo tema.

Nel progetto di cui trattasi le prestazioni che vengono garantite ed erogate dagli infermieri sono esplicitate in modo estremamente chiaro. Come certamente a Lei noto, si tratta di prestazioni che gli infermieri espletano da lungo tempo, oltre tutto con risultati positivi apprezzati dai suoi stessi Associati.

In nessun punto del progetto si attribuiscono agli infermieri competenze e funzioni non previste dalla loro figura professionale, come ad esempio la formulazione di diagnosi, ma si prevedono altre e ben diverse prestazioni che -sia ben chiaro- il percorso formativo, l'esperienza lavorativa e le leggi dello Stato rendono specificamente erogabili dagli infermieri.

Non è quindi esatto quanto si legge in alcuni punti della Sua lettera aperta: gli infermieri, infatti, sono titolati giuridicamente ad operare senza la presenza del medico, a formulare piani di intervento, ad effettuare interventi di informazione ed educazione sanitaria, a formare i pazienti all'autocura.

Sarebbe opportuno, soprattutto per evitare in futuro inutili, ingiustificati e pericolosi allarmismi, che quanto riferito nella lettera aperta in ordine all'ambito delle competenze del personale infermieristico venisse debitamente rettificato nelle medesime forme.

 
 

ln ogni caso, anche a tal fine, i Collegi della Sardegna sono ampiamente disponibili a un incontro per spiegare a Lei e ai Suoi iscritti lo status formativo, le competenze e le responsabilità che l'ordinamento giuridico nazionale ed europeo attribuisce agli infermieri che oggi, con professionalità ed abnegazione, si prendono cura ed assistono in ogni Servizio sanitario e Socio sanitario di questa Regione i cittadini sardi affetti da diabete.

Confidiamo in un cortese, sollecito riscontro per definire la data dell'auspicato incontro.

Cordiali saluti

Cagliari 28 giugno 2017

il Presidente del Coordinamento

Regionale Collegi IPASVI SARDEGNA

Dr. Pierpaolo Pateri

 

 
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