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Mi chiamo Serena S, ho 27 anni sono nata e residente a Firenze. Nel 2008 mi sono Laureata in Psicologia dello Sviluppo all’Università di Firenze. Post -laurea ho fatto 1 anno di Tirocinio suddiviso in 2 semestri: nel primo ho affiancato un Dott. psicoterapeuta ad indirizzo cognitivo - costruttivista ( basato sull’individuo); il secondo semestre l’ho realizzato a Terapia Familiare, dove ho potuto avere contatti con l’intera famiglia ( genitori e figli) e con le coppie. A settembre 2010 ho superato l’esame di Stato, e mi sono abilitata alla professione di psicologa. Sono consigliera dal 2006 dell’Associazione A.T. B.G.D. “ Associazione Toscana Bambini e Giovani con Diabete” un ‘esperienza questa che mi ha dato modo di avere contatti con i nostri ragazzi “dolci” e le loro famiglie, e mi ha fatto crescere in modo professionale, in quanto ho partecipato a diversi convegni : “Diabete e sport” “Il bambino con diabete diventa adulto” “ Il benessere psicologico del giovane con diabete” “Diabetes Education Awareness and Leadership”. Il mio grande sogno è quello di poter dare un sostegno, un supporto ai ragazzi con Diabete e le loro famiglie...e questo perchè ? ... Perchè nella presentazione non ho, forse, detto la cosa più rilevante, è dall’età di 11 anni che ho il Diabete. Non è stato semplice il percorso di accettazione ma oggi eccomi qui a parlare della mia Tesi, che neanche a dirsi, è sul tema del Diabete dal punto di vista psicologico: “Il triangolo familiare nell’adattamento al diabete di tipo 1: il ruolo dell’Attaccamento e del supporto sociale”: progetto di ricerca realizzato al Centro Regionale di Diabetologia pediatrica dell’ospedale A. Meyer di Firenze. E’ per me un orgoglio personale aver realizzato un progetto di ricerca al Meyer, ma anche una mia piccola vittoria, una sorta di "schiaffo" che ho dato al Diabete. Alla fine della mia tesi ho citato la frase di una poesia di P. Neruda " SOLTANTO L'ARDENTE PAZIENZA PORTERA’ AL RAGGIUNGIMENTO DI UNA SPLENDIDA FELICITA”. La pazienza che tanti ragazzi come me, hanno per accettare tale condizione, la pazienza di provarsi continuamente le glicemie, la pazienza di alzarsi la notte per bere un succhino zuccherato perchè abbiamo un ipo. La pazienza di dover sempre pensare a cosa si mangerà, dove si andrà per sapere quante unità di insulina fare...etc. etc....Ma poi arriva la svolta: nel mio caso il diabete mi ha accompagnato lungo tutto il periodo della tesi e mi ha portato fino al traguardo finale: la Laurea: uno dei giorni più belli della mia vita! grazie e Buona lettura, Dott.ssa Ser. Stan. e mail: s
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