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AMICO? ANCORA!!! PDF Stampa E-mail

Risposta all’email del 26 gennaio 2010 

Amico? 

Michele Calvisi da maledetto volontario, ma pur di non aggravare l’evidente scompenso glicemico di chi si definisce un “amico”,

impone al contatore automatico del computer di annullare il numero dei lettori che hanno letto la lettera “commenti a signora morte”.

(983 gennaio 2010)  

   

Dice l’amico: “A suo tempo ti ho spiegato cosa era successo, e di chi era la colpa, se non te ne ricordi vai a rivedere la mia VERITA’

 

che, guarda caso te l’ho comunicata dopo aver parlato con il Legale ed è la stessa del MEDICO Legale che cura il tutto”.

 

Tanto è lo scompenso glicemico, che pretende da parte mia, di obbedire alla sua VERITA’ e di sapere  di chi è la colpa.

  

Rincara: “Se vuoi venire querelato per quanto scrivi basterebbe poco, potrebbe farlo direttamente il Medico Legale che sta portando a completamento l’indagine, basterebbe venisse a saperlo,

PER TUA INFORMAZIONE LO CONOSCO MOLTO BENE”.

 

Che fortuna! Avere amici delatori, io personalmente ci rinuncio.

 

Soggiunge con tono perentorio da amico, da amico?

 “CANCELLA IMMEDIATAMENTE TUTTO QUANTO”. 

Fatto! non voglio la responsabilità di ulteriori gravi scompensi glicemici, mi sembrano già molto evidenti quando “l’amico” minaccia:

 

“Se l’articolo “tra i più letti” non viene tolto ti assicuro che avviserò chi di dovere per farlo togliere, spero non ce ne sia bisogno”.

Non c’è né bisogno comprendo da solo il tuo stato di alterazione, preferisco fare una cosa non dovuta pur di evitarti stati d’animo peggiori. 

Continua l’amico: “Dopo aver letto Commenti a “Signora Morte” ho cancellato il tuo sito dai preferiti, e se fra qualche giorno vedrò ancora l’articolo farò quanto scritto nelle righe e non solo”.

Non sapevo di essere fra i tuoi preferiti, “amico”, il mio disaggio nel saperlo e inquietante,  ed è meglio esserne fuori. 

Non credo sia necessario che mi dilunghi oltre.  

Per chi è considerato solo una glicemia da compensare e vive giornalmente il disagio della gestione del diabete, come persona senza anima, senza vita sociale, emarginato a scuola, penalizzato nel posto di lavoro,

discriminato nell’ottenere la patente di guida, gli si continua ad escludere l’aspetto umano più importante; cioè la pienezza della vita in tutta la sua ineguagliabile unicità di anima e corpo.  

 

Questa è la realtà che complica di fatto una reale integrazione.

 

Per questo e solo per questo continuerò ad impegnarmi.

 Non farò mai parte di un sistema simile, di fatto cieco, e non condivido le sue ragioni, anche formalmente giuste,  se non ci si accorge di chi è la reale vittima di questo sistema.  

Tale gravità del sistema mi impone un obbligo morale così alto che non anteporrei paure o minacce di qualunque natura esse siano nel perseguire questo mio impegno e lavoro nei confronti dei diabetici e dei celiaci.  

Cordiali saluti

Michele Calvisi   

Sassari 3 Febbraio 2010   

 
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