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Domande&Risposte al Dr.Tonolo PDF Stampa E-mail

Il  Sig. Claudio M. in occasione della giornata mondiale del diabete ci pone dei quesiti ai quali risponde il Dr. Giancarlo Tonolo responsabile della diabetologia di Olbia.

 

Le Risposte sono del Dr Giancarlo Tonolo responsabile della diabetologia di Olbia

 

 

Le INVIO ( IN MAIUSCOLO) LE RISPOSTE AI QUESITI CHE MI HA POSTO

 

 

  Agli esperti vorrei rivolgere queste domande:

>

> 1) Poiché il glucosio si trasferisce nell’urina,

> emetterne una maggiore quantità consentirà che pure dal sangue > fuoriesca, una maggiore quantità di glucosio, permettendo > l’abbassamento del livello glicemico? SI IL MECCANISMO E' FISOLOGICO E COMINCIA QUANDO LA GLICEMIA SUPERA I 180 MG/DL. PURTROPPO NON BASTA PER COMPENSARE IL DIABETE, SONO IN STUDIO FARMACI CHE AUMENTANDO LA ESCREZIONE URINARIA DI GLUCOSIO PER RIDURNE I VALORI NEL SANGUE

>

> 2) Il ricorso all’acqua per favorire ed aumentare la > diuresi, con lo scopo di trasferire il glucosio, dal sangue nelle  urine, è la soluzione più ovvia e naturale ed in simbiosi con  l’esigenza di bere che spesso assilla il paziente diabetico?

NO IL FAR BERE IL PAZIENTE CON VALORI ELEVATI DI GLICEMIA SERVE A "RECUPERARE" I LIQUIDI PERSI CON LE URINE ( IN EFFETTI NON E' CHE IL GLUCOSIO VIENE BUTTATO FUORI CON L'ACQUA, MA E' IL GLUCOSIO CHE ANDANDO VIA SI PORTA VIA L'ACQUA) QUESTO PERMETTE DI RIDURRE UN PO' I VALORI DI GLICEMIA, MA SOLO PERCHE' IL SANGUE DIVENTA MENO CONCENTRATO RIMEDIANDO ALLA DISIDRATAZIONE

>

>3) La terapia di bere acqua potrebbe essere praticata con le stesse modalità e con la stessa intensità con la quale si  consiglia analogamente, di bere acqua nella prevenzione e  nell’espulsione dei calcoli renali? IN UN CERTO SENSO SI PER I MOTIVI SU DETTI, FONDAMENTALMENTE PER EVITARE LA DISIDRATAZIONE

>

> 4) L’esigenza di bere del paziente diabetico,

> associata all’evidente presenza di glucosio nell’urina può voler  dire che aumentando la frequenza delle minzioni, per eliminare il

> glucosio, l’organismo ha, ed ha sempre avuto, lo strumento idoneo  per tenere la glicemia sotto controllo? NO L'URINARE MOLTO E QUINDI BERE MOLTO PER LA SETE CHE DERIVA DALLA DISIDRATAZIONE E' LEGATO, COME DETTO SOPRA, AL FATTO CHE IL GLUCOSIO , NON PIU' RIASSORBITO DAL RENE, SI PORTA VIA ACQUA. E' IL GLUCOSIO CHE FA AUMENTARE LA QUANTITA' DI URINA, NON L'ACQUA CHE SI PORTA VIA IL GLUCOSIO. QUINDI NON E' UN MECCANISMO "RIPARATORE" DELLE ALTE GLICEMIE, MA SOLO UN "EFFETTO COLLATERALE" DELLE ALTE GLICEMIE

>

> 5) Nel coniare il termine “diabete mellito”, la

> parola “diabete”, che deriva dal greco "passare attraverso" per  indicare l’abbondanza di urina prodotta ed emessa ed il termine  “mellito” che come accennato, indica la presenza di zucchero

nell’urina, nell'etimologia del termine non era già stata  scoperta, in parte, la soluzione del problema, semplicemente  osservando che un consistente aumento della diuresi, non può che  favorire la fuoriuscita benefica del glucosio, dall’organismo? NO IL TERMINE DESCRIVE SOLO QUELLO CHE SUCCEDE E CHE LE URINE SONO DOLCI, NON UN MECCANISMO DI COMPENSO

> IN SINTESI CON IL DIABETE E' MEGLIO BERE PER EVITARE LA DISIDRATAZIONE, MA NON PER CURARE LA GLICEMIA.

 

Grazie al Dr. Tonolo e cordiali saluti  da Michele Calvisi

 (continua....)

Il  Sig. Claudio M. in occasione della giornata mondiale del diabete ci pone dei quesiti ai quali risponde il Dr. Giancarlo Tonolo responsabile della diabetologia di Olbia.

 

Le Risposte sono del Dr Giancarlo Tonolo responsabile della diabetologia di Olbia

 

 

Le INVIO ( IN MAIUSCOLO) LE RISPOSTE AI QUESITI CHE MI HA POSTO

 

 

  Agli esperti vorrei rivolgere queste domande:

>

> 1) Poiché il glucosio si trasferisce nell’urina,

> emetterne una maggiore quantità consentirà che pure dal sangue > fuoriesca, una maggiore quantità di glucosio, permettendo > l’abbassamento del livello glicemico? SI IL MECCANISMO E' FISOLOGICO E COMINCIA QUANDO LA GLICEMIA SUPERA I 180 MG/DL. PURTROPPO NON BASTA PER COMPENSARE IL DIABETE, SONO IN STUDIO FARMACI CHE AUMENTANDO LA ESCREZIONE URINARIA DI GLUCOSIO PER RIDURNE I VALORI NEL SANGUE

>

> 2) Il ricorso all’acqua per favorire ed aumentare la > diuresi, con lo scopo di trasferire il glucosio, dal sangue nelle  urine, è la soluzione più ovvia e naturale ed in simbiosi con  l’esigenza di bere che spesso assilla il paziente diabetico?

NO IL FAR BERE IL PAZIENTE CON VALORI ELEVATI DI GLICEMIA SERVE A "RECUPERARE" I LIQUIDI PERSI CON LE URINE ( IN EFFETTI NON E' CHE IL GLUCOSIO VIENE BUTTATO FUORI CON L'ACQUA, MA E' IL GLUCOSIO CHE ANDANDO VIA SI PORTA VIA L'ACQUA) QUESTO PERMETTE DI RIDURRE UN PO' I VALORI DI GLICEMIA, MA SOLO PERCHE' IL SANGUE DIVENTA MENO CONCENTRATO RIMEDIANDO ALLA DISIDRATAZIONE

>

>3) La terapia di bere acqua potrebbe essere praticata con le stesse modalità e con la stessa intensità con la quale si  consiglia analogamente, di bere acqua nella prevenzione e  nell’espulsione dei calcoli renali? IN UN CERTO SENSO SI PER I MOTIVI SU DETTI, FONDAMENTALMENTE PER EVITARE LA DISIDRATAZIONE

>

> 4) L’esigenza di bere del paziente diabetico,

> associata all’evidente presenza di glucosio nell’urina può voler  dire che aumentando la frequenza delle minzioni, per eliminare il

> glucosio, l’organismo ha, ed ha sempre avuto, lo strumento idoneo  per tenere la glicemia sotto controllo? NO L'URINARE MOLTO E QUINDI BERE MOLTO PER LA SETE CHE DERIVA DALLA DISIDRATAZIONE E' LEGATO, COME DETTO SOPRA, AL FATTO CHE IL GLUCOSIO , NON PIU' RIASSORBITO DAL RENE, SI PORTA VIA ACQUA. E' IL GLUCOSIO CHE FA AUMENTARE LA QUANTITA' DI URINA, NON L'ACQUA CHE SI PORTA VIA IL GLUCOSIO. QUINDI NON E' UN MECCANISMO "RIPARATORE" DELLE ALTE GLICEMIE, MA SOLO UN "EFFETTO COLLATERALE" DELLE ALTE GLICEMIE

>

> 5) Nel coniare il termine “diabete mellito”, la

> parola “diabete”, che deriva dal greco "passare attraverso" per  indicare l’abbondanza di urina prodotta ed emessa ed il termine  “mellito” che come accennato, indica la presenza di zucchero

nell’urina, nell'etimologia del termine non era già stata  scoperta, in parte, la soluzione del problema, semplicemente  osservando che un consistente aumento della diuresi, non può che  favorire la fuoriuscita benefica del glucosio, dall’organismo? NO IL TERMINE DESCRIVE SOLO QUELLO CHE SUCCEDE E CHE LE URINE SONO DOLCI, NON UN MECCANISMO DI COMPENSO

> IN SINTESI CON IL DIABETE E' MEGLIO BERE PER EVITARE LA DISIDRATAZIONE, MA NON PER CURARE LA GLICEMIA.

 

Grazie al Dr. Tonolo e cordiali saluti  da Michele Calvisi

 

 

>      Si sta avvicinando la giornata mondiale del Diabete, che si

> terrà il 16 novembre.  In merito al diabete mellito di tipo 2,

> avrei alcune domande da proporre agli esperti.  Leggendo i cenni

> storici relativi al diabete, ho scoperto che fin dai tempi antichi

> si era a conoscenza che nei pazienti diabetici l’urina contiene

> zucchero e fino alla fine del primo millennio, il diabete veniva

> diagnosticato dagli assaggiatori di urina dei pazienti,

> riconosciuta per il sapore dolce. Infatti, nel 1674, Thomas Willis

> definì le urine dei diabetici, "mellite", poiché assaggiandole le

> trovava dolci come il miele.

>            Perciò mi sono chiesto se la soluzione del problema

> diabetico, in parte, non fosse già insita nel percorso

> sintomatologico che attraversa il paziente. E considerando che la

> grande sete e la frequente, a volte perfino eccessiva, diuresi,

> che colpiscono il diabetico, favoriscono il passaggio del glucosio

> dal sangue, alle urine, che risultano “dolci come il miele”,

> questo può solo voler dire che l’organismo in modo automatico,

> provvede ad eliminare il glucosio dal sangue, trasferendolo

> direttamente nelle urine. E quindi stabilire la concreta

> possibilità che il diabete possa essere curato mediante la

> semplice, maggiore quantità di acqua bevuta dal paziente, da

> considerarsi come terapia coadiuvante delle terapie preventive, da

> abbinare a quelle già esistenti, che nell'articolo sono

> individuate "nell'esercizio fisico, seguendo l'alimentazione

> corretta e mantenendo il peso ideale."

>

>            Agli esperti vorrei rivolgere queste domande:

>

>             1) Poiché il glucosio si trasferisce nell’urina,

> emetterne una maggiore quantità consentirà che pure dal sangue

> fuoriesca, una maggiore quantità di glucosio, permettendo

> l’abbassamento del livello glicemico?

>

>            2) Il ricorso all’acqua per favorire ed aumentare la

> diuresi, con lo scopo di trasferire il glucosio, dal sangue nelle

> urine, è la soluzione più ovvia e naturale ed in simbiosi con

> l’esigenza di bere che spesso assilla il paziente diabetico?

>

>            3) La terapia di bere acqua potrebbe essere praticata

> con le stesse modalità e con la stessa intensità con la quale si

> consiglia analogamente, di bere acqua nella prevenzione e

> nell’espulsione dei calcoli renali?

>

>             4) L’esigenza di bere del paziente diabetico,

> associata all’evidente presenza di glucosio nell’urina può voler

> dire che aumentando la frequenza delle minzioni, per eliminare il

> glucosio, l’organismo ha, ed ha sempre avuto, lo strumento idoneo

> per tenere la glicemia sotto controllo?

>

>             5) Nel coniare il termine “diabete mellito”, la

> parola “diabete”, che deriva dal greco "passare attraverso" per

> indicare l’abbondanza di urina prodotta ed emessa ed il termine

> “mellito” che come accennato, indica la presenza di zucchero

> nell’urina, nell'etimologia del termine non era già stata

> scoperta, in parte, la soluzione del problema, semplicemente

> osservando che un consistente aumento della diuresi, non può che

> favorire la fuoriuscita benefica del glucosio, dall’organismo?

>

>            Ringrazio per la cortese attenzione

>

>            Claudio M

>

>            Fasano del Garda (BS)

 
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