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Notiziario
Bluff - Vanteria infondata PDF Stampa E-mail

IL 14 Novembre è la giornata dedicata alle persone con la patologia del diabete.

Siamo un numero indefinito, milioni con patologia che moltiplicato per il numero dei componenti della famiglia, diventiamo Nazione.

Perché soprattutto i familiari tentano di adeguarsi al nostro sistema alimentare e di attività motoria.

Praticamente sono loro, malgrado e con nostro immenso disappunto, da considerare portatori pratici della patologia.

LA RICERCA-SULLA MALATTIA DEL DIABETE NON ESISTE.

 

Dobbiamo semplicemente accontentarci dei nuovi farmaci.

Naturalmente questo viene genericamente definita "RICERCA" ma la vera ricerca sulla patologia è altra cosa.

Altra cosa dolente la scuola, riguardo la gestione del diabete nelle ore della formazione scolastica.

Non esistono incontri di gruppo per informare e formare come assumere i farmaci e fare le punture.

Tante mamme disperate perché i loro figli non vogliono fare la puntura, appena possono con discrezione versano tante lacrime, senza il supporto di nessuno.

Troppi di questi giovani appena possono abbandonano la cura per periodi più o meno lunghi rendendo inutile l'impegno di medici e dei familiari.

Spesso andando incontro a complicanze.

Scandaloso che la sanità sarda abbia deciso di non fornire i presidi necessari per chi usa il microinfusore se si supera un valore da loro deciso di glicosilata.

Tutto questo in aggiunta al disagio creato per il ritiro del materiale necessario, parte nella farmacia territoriale e parte nei locali fatiscenti della ASL.

  

Cordiali saluti

Michele Calvisi

 
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Stamattina, sul conto corrente dell’Associazione, sono stati accreditati dallo Stato i versamenti del 5 per mille che sono stati raccolti per gli anni 2014 e 2015.

La cifra ci rende fieri per due motivi: il primo è per il numero di persone che credono che la nostra attività sia utile e hanno deciso di sostenerla, il secondo per le iniziative che potremo portare avanti con quei soldi. Questo ci conforta e ci sprona a fare sempre di più.

Un ringraziamento molto sentito a tutti coloro che credono nell’ADMS e pensano, come noi, che la battaglia contro il diabete un giorno potrà essere vinta. Grazie

 
Incontro con i ragazzi ed i genitori Alghero 14 Luglio 2017 PDF Stampa E-mail
Venerdi 14 luglio presso il Polisoccorso di Alghero si è tenuto un riuscito incontro con i bambini diabetici ed i rispettivi genitori organizzato dalla diabetologia pediatrica dell’ospedale di Alghero e sponsorizzato dalla ADMSOnlus.

Il tema della riunione è stato quello di aggiornare ragazzi e genitori sull’importanza della corretta gestione della glicemia anche durante la stagione estiva, in concomitanza con un incremento dell’esercizio fisico dovuto alla sospensione dell’attività scolastica e puntando l’attenzione soprattutto ad una corretta alimentazione.

Non sono mai troppe le occasioni in cui si parla di educazione alla corretta gestione del diabete (elemento assai carente per quanto riguarda le diabetologie dell’adulto), per cui plaudo a questa ennesima iniziativa delle dottoresse Lidia De Luna e Giovanna Lina Conti, con il prezioso supporto del qualificato personale infermieristico, che hanno reso l’evento un indubbio successo.

La serata ha visto la partecipazione di un centinaio di persone ed è stata strutturata in due momenti: una prima parte teorica in sala riunioni, in cui si sono succeduti gli interventi tematici dei medici, arricchiti da unampia sessione dedicata alla domande pervenute dalla platea, e da una seconda parte nel bel giardino all’aperto in cui i ragazzi hanno potuto giocare e persino gustare un ottimo gelato messo a disposizione dalla ADMS, a smentire ancora una volta il tabù che il diabetico debba avere una alimentazione differente rispetto al non diabetico.

Ed io continuo a credere che siano proprio queste false credenze a creare le barriere culturali anche nell’ambito degli stessi diabetici e che ora, soprattutto grazie a sensori e microinfusori sempre più evoluti, pongono le basi per un radicale cambio di rotta: quindi il gelato è possibile mangiarlo semplicemente effettuando la conta dei carboidrati, un esercizio che permette di correggere la glicemia grazie ad un semplice bolo insulinico.

Ecco così svelato l’obiettivo reale dell’incontro: quello di offrire ai giovani diabetici lo strumento più efficace per sconfiggere a tutto tondo la malattia diabetica, trasformandolaperciò in una condizione facilmente gestibile, utilizzando cioè la conoscenza e l’autogestione.

Perciò persevero nel ringraziare ancora una volta quei medici come Lidia e Giovanna Lina che smettono di fare glicemologia, investendo piuttosto la propria professionalità nell’educazione e nel più ampio concetto di autogestione del diabete, proprio come con questo incontro collettivo ci ha magistralmente confermato.

Vorrei perciò sottolineare l’importanza del dialogo tra i ragazzi con diabete e tra i rispettivi genitori, nell’ottica di uno scambio proficuo di informazioni, nell’ottica di una maggiore presa d’atto che l’unione fa sempre la forza, , che responsabilizzare un figlio ad una corretta alimentazione e a praticare l’esercizio fisico lo sosterrà ad avere una vita sana a prescindere dalla propria condizione di diabetico,che disperarsi per un figlio che contrae precocemente il diabete non porta ad alcuna soluzione pratica (chi vi parla ha sulle spalle ben 44 anni di diabete).

A tal ragione ricordo che Papa Francesco alla porta della propria abitazione in Vaticano tiene affisso un cartello che riporta testualmente “VIETATO LAMENTARSI”.

Termino con l’insegnamento che mi porto a casa alla fine di questa ennesima splendida giornata di aggiornamento, ovvero la frase di un ragazzino di appena otto anni rivolgendosi a sua madre:

“Mamma, ti prego, mi fai salire sulla scala più alta che esiste per poter finalmente buttare giù questa glicemia?”

Grazie

Michele Calvisi
 
Buone vacanze PDF Stampa E-mail

Ciao a tutti, il 14 luglio alle 17,30 vi invitiamo presso la sala del Polisoccorso in via Liguria ad Alghero per augurare buone vacanze ai bambini e ragazzi con diabete e celiachia e alle loro famiglie.

Le vacanze devono essere un momento di riposo, svago, divertimento per tutti, pertanto, abbiamo pensato di offrire qualche consiglio pratico per affrontarle in sicurezza e serenità: parleremo di insulina, microinfusori al mare, kit viaggio, certificazioni per viaggi aerei

I bambini potranno giocare nel giardino delle sede e a tutti verrà offerto  il gelato

Potete dare le vostre adesioni al reparto di Pediatria di Alghero dalle 8 alle 15

079-9955272,               all’ADMS  3357167777

PS Andrea ci offrirà un buonissimo gelato

Vi aspettiamo

Michele Calvisi , Lidia De Luna, Giovannalina Conti, Cinzia Coccimiglio

 

 
Di diabete non si muore PDF Stampa E-mail

Alcune notizie relative alla morte di Paolo Villaggio dicono che la causa è stata una “complicanza del diabete”.

Molti si sono preoccupati perchè hanno pensato: “Allora quando ci dicono che di diabete non si muore ci mentono, lo dicono solo per farci stare tranquilli. La verità è che, invece, come è successo a Paolo Villaggio, di diabete si muore.”

Attenzione. Paolo Villaggio aveva 84 anni e forse un diabete di tipo 2, che è un diabete spesso causato da uno stile di vita squilibrato.

Non si muore di diabete.

Basta avere uno stile di vita sano, fare attività motoria e saperlo gestire. Non è una vera malattia se ci pensiamo bene.

Chi ha il diabete, semplicemente non produce insulina sufficiente.

Chi è chiaro di pelle non ha sufficiente melanina e se si mette al sole senza protezione o in alcune ore della giornata si brucia. La mancanza di melanina è un vero problema se non la si sa gestire. Può portare complicanze non banali come il melanoma.

Per il diabete la gestione è un pò più complicata ma è, in fondo, la stessa cosa.

Far pensare che possa essere una malattia e che sia mortale è semplicemente non corrispondente al vero.

Paolo Villaggio aveva 84 anni e il diabete. Che la causa della morte sia l’età? Non si muore di diabete ma, certo, si può morire con il diabete senza che ne sia la causa.

Sapete, ad un certo punto, ad una certa età, succede che si può anche morire.

 
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