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Riunione della consulta a tema diabete PDF Stampa E-mail

[Comunicato stampa Giunta regionale Sardegna]
DIABETE, DOMANI SI RIUNISCE CONSULTA SU PROPOSTE RIORGANIZZAZIONE RETE

domenica 15 aprile 2018

Cagliari, 15 aprile 2018 - Si riunisce domattina la Consulta regionale della Diabetologia, presieduta dall’assessore della Sanità, Luigi Arru, e dal direttore generale dell’assessorato, Giuseppe Sechi. Accogliendo la richiesta fatta dall’assessore al termine della prima riunione, tre settimane fa, domani verranno esaminate le proposte di una nuova rete diabetologica per il paziente adulto e per il bambino, in cui sia specificato il ruolo e le funzioni multidisciplinari dei centri diabetologici, della rete dei Medici di medicina generale e dei Pediatri di libera scelta, le indicazioni per la prescrizione dei dispositivi di monitoraggio della glicemia. 

“Le decisioni che assumeremo, ora come in passato, si basano su indicazioni scientifiche e sul lavoro dei professionisti diabetologi che collaborano con l’assessorato” afferma Arru. “Al primo posto viene l’interesse dei pazienti diabetici, anche sui nuovi presidi non abbiamo mai pensato ai costi, ma soltanto alla reale efficacia per il controllo glicemico. Le associazioni di pazienti - prosegue l’esponente della Giunta - sono sempre state coinvolte,  assicurando un apporto costruttivo al tavolo tecnico e preferendo la collaborazione alla sterile polemica a mezzo stampa. Dalle proposte che arriveranno domani alla Consulta, laddove accolte e condivise, passeremo in tempi rapidi ad una concreta attuazione”. 

 
La supercazzola PDF Stampa E-mail

Chi non ricorda la famosa scena della “Supercazzola”, tratta dal noto film “Amici miei”, nel quale un goliardico gruppo di amici si prende gioco degli incolpevoli passanti articolando delle frasi prive di alcun senso logico?

Vogliamo, a tal proposito, regalarvi la motivazione ufficiale con la quale la simpatica Commissione del Prontuario Regionale della Sardegna, composto da ben ventitré membri tra medici e farmacisti (tra i quali però non figura, opportunamente, alcun diabetologo), boccia la rimborsabilità nella Regione Sardegna di un atteso farmaco per la cura del diabete, viceversa presente nel resto del Paese, pomposamente affermando che “…l’associazione fissa, soprattutto in ambito ospedaliero, non permette, nella maggior parte dei casi, di sostituire i due principi attivi già assunti separatamente”.

Ed a questo punto chiediamo all’arguto lettore se abbia compreso il senso logico di una tale enigmatica motivazione, specificando che il senso scientifico è sfuggito persino ai diabetologi che ci hanno segnalato l’ennesima beffa sanitaria, permettendoci così di suggerire alla burlona Commissione di aggiungere a tale supercazzola, un altrettanto giocoso“prematurato scappellamento a destra”, che tanto sarebbe stato gradito al grande Ugo Tognazzi.

Ma al danno si aggiunge anche la beffa,considerando che tale Commissione rappresenti un costo, costituito dal tempo utilizzato da ben ventitré dirigenti pagati dalla Sanità Pubblica per riunirsi nel suddetto conclave, e per tal motivo sarebbe perciò doveroso un operato ben più serio e soprattutto responsabile verso i contribuenti che corrispondono loro i ben lauti stipendi.

Cosicché all’ennesima burla della Sanità Sarda c’è davvero ben poco da sorridere, soprattutto quando a pagare il conto finale della goliardata sono le incolpevoli persone con diabete, le quali a causa della negazione alle cure migliori sono esposte al rischio delle pericolose complicanze di una malattia che, ricordiamolo ancora una volta ai simpatici censori regionali, uccide poco meno delle malattie cardiovascolari e dei tumori, rappresentando inoltre una rilevante problematica sociale legata ad amputazioni, cecità e dialisi.

Auguriamo pertanto ai diabetici sardi, parafrasando Samuel Beckett, ovvero l’indiscusso maestro del teatro dell’assurdo, di non finire annichiliti in una malinconica quanto inutile attesa delle cure a furia di aspettare il misterioso Signor Godot, ma che possano finalmente trovare risposte alla loro legittima richiesta di un’assistenza mai più discriminante rispetto ai diabetici del resto d’Italia. Amen.

 

 
La bella addormentata PDF Stampa E-mail
 
DIABETE / RAS mozioni n. 399 e 400 del 12.3.2018 PDF Stampa E-mail

E' con viva soddisfazione, che riportiamo con esito positivo i riscontri avuti dalle mozioni che Antonello Peru ha avanzato alla Giunta Regionale della Sardegna, a tutela e difesa dei pazienti diabetici. A Peru, va il nostro più sentito ringraziamento per aver accolto, condiviso e sostenuto da subito le istanze avanzate dalla nostra associazione.

Peru, al quale si è successivamente unito Augusto Cherchi, ha rivolto all'attenzione dell'Assessorato Regionale alla Sanità, la necessità che il sistema sanitario regionale, garantisse al popolo dei diabetici, i dispositivi per l'autocontrollo della glicemia

con particolare attenzione al diabete giovanile.

Il diritto dei pazienti diabetici di migliorare la qualità delle proprie cure, è stato il focus sul quale, pertanto, si sono concentrati gli interventi dei Consiglieri Regionali presenti in aula. Su questo tema, l'Assessore Regionale Luigi Arru, ha assunto l'impegno per la creazione di una rete ospedaliera coordinata, che veda coinvolti in forma multidisciplinare, diabetologi, nutrizionisti, associazioni e pazienti diabetici, e di ricorrere a tutti gli strumenti più idonei alla cura della patologia.

Un primo, importantissimo step, è stato quindi raggiunto con l'auspicio che altri obiettivi possano essere conseguiti, e che questo sia solamente un importante punto di partenza.

L'associazione avrà cura di monitorare il percorso intrapreso e di verificare che gli impegni assunti in sede regionale, vengano rispettati.

 
Ma i nostri amati politici lo sanno che cos'è il diabete? PDF Stampa E-mail

I recenti fatti che hanno visto protagonisti i nostri beneamati politici e funzionari che si occupano di assistenza diabetologica, ovvero interrogazioni regionali, mozioni e notizie sui media locali, sono stati utili a riportare finalmente l'attenzione su una razza in via d'estinzione in Sardegna: la persona con diabete.

 

Abbiamo allora pensato di sottoporre a tali decisori delle nostre vite di diabetici, una semplice domanda, per valutarne la loro preparazione in materia: si può morire di diabete? La risposta è NO.

 

Ma è paradossalmente proprio questa evidenza, ossia che non si muoia di diabete ma bensì a causa delle sue complicanze (come l'ictus, l’infarto, le nefropatia, la retinopatia ed il piede diabetico), ad offrire ai preposti decisori un alibi diabolico, vale a dire "caro diabetico, ti curo con gli strumenti ed i farmaci più obsoleti, sperando che tu non te ne accorga. Amen".

 

La persona con diabete viene da loro considerata come un semplice costo, per la gioia dei voraci funzionari che hanno come unico obiettivo l'abbattimento ti tali costi, e con essi anche l'annullamento fisico e psicologico del povero diabetico.

 

Avere a disposizione i migliori strumenti tecnologici per la gestione del diabete (come i microinfusori ed i sensori), così come gli antidiabetici di nuova generazione, rappresenterebbe piuttosto la migliore garanzia di risparmio per il sistema sanitario in una logica di medio periodo, poiché è ampliamente dimostrato come un sistema di assistenza mediante strumenti più moderni conduca a minori ospedalizzazioni, così come ad una migliore qualità ed aspettativa di vita.

 

A questo punto ci è doveroso rivolgere ai sapienti politici un'ulteriore domanda: sapete qual è la maggiore paura che vive una persona con diabete?

Ogni diabetico sa che è la paura dell’ipoglicemia.

Questa è la condizione che più si avvicina a quella della morte.

Nella peggiore situazione si perdono i sensi ed è necessario un aiuto esterno per riprendersi, rischiando perciò di fatto la propria vita.

 

Per  minimizzare tali ipoglicemie oggi esistono nuove terapie e strumenti tecnologicamente avanzati in grado di avvisare quando la glicemia scende troppo, cosicché grazie a questi piccoli strumenti la qualità di vita delle persone con diabete migliora decisamente.

 

Purtroppo però la nuova fantapolitica della nostra Regione si è impadronita dei destini di noi persone con diabete, decidendo di favorire solo uno sparuto gruppetto di fortunati a ricevere gli agognati microinfusori, spesso dopo un’attesa logorante di qualche anno. E questo avviene per la cecità (quella non certamente causata dal diabete), dei nostri cari amministratori che, al soldo dei politici, osano perciò giocare la partita del risparmio calpestando le vite dei diabetici.

 

Mai ci eravamo sentiti così soli, mai così abbandonati, mai così discriminati, al punto che diventa necessario emigrare oltre Tirreno per procurarsi le nuove cure, oppure pagarle di tasca propria. Tutto ciò è davvero immorale nonché inaccettabile.

Noi diabetici sardi intimiamo perciò di smetterla con questa gara al massacro ai nostri danni, non intendendo più essere considerati il salvadanaio personale degli amministratori nostrani.

Esigiamo la medesima dignità ed un pari accesso alle cure dei nostri fratelli diabetici del resto dell’Italia.

Cari politici, avete solo un anno scarso di tempo per attuare questa parità di trattamento, prima di essere spodestati dai centomila diabetici sardi per sempre dalla vostra morbidissima poltrona.

 

Michele Calvisi

 
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