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L'inesistente diabetologia di Nuoro

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Preg.mi Signori:

 

ASSESSORE REGIONALE DELL'IGIENE E SANITA' - mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

DIRETTORE GENERALE A.T.S. SARDEGNA            - mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

DIRETTORE A.S.S.L. NUORO                                         - mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo                                                    DIRETTORE DISTRETTO SANITARIO MACOMER            - mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

 

Copia per conoscenza agli Organi di Informazione

 

Con la presente, l'Associazione Diabete Mellito e Celiachia Sardegna sezione di Macomer, intende segnalare la gravissima situazione venutasi a creare nel Distretto Sanitario di Macomer a causa dell'interruzione di fatto, da parte dall A.S.S.L. di Nuoro, del servizio sanitario di diabetologia dello stesso presidio.

 

Dal mese di settembre è assolutamente impossibile prenotare le visite diabetologiche in quanto rivolgendosi al CUP ci si sente rispondere che non è possibile effettuare prenotazioni, neppure per le prossime settimane o mesi.

 

Questa interruzione senza termine del servizio era senz'altro evitabile, posto che già dal mese di luglio il precedente diabetologo Dott. Sparano, prima di rassegnare le proprie dimissioni con decorrenza dal mese di settembre, aveva segnalato la necessità di essere sostituito, in modo da non lasciare i pazienti abbandonati a sé stessi e senza presidio sul territorio.

 

Sono del resto evidenti i danni che la situazione venutasi a creare può produrre nei soggetti con una patologia, quale quella diabetica, che si caratterizza per la natura cronica e la necessità di costante monitoraggio e che, se non adeguatamente e regolarmente controllata, può portare a conseguenze gravi e irreparabili per la salute e la vita stessa delle persone che ne sono affette.

 

Proprio la natura della malattia, inoltre, fa sì che per essere curato adeguatamente il paziente diabetico debba essere seguito con continuità da un medico o una struttura che ne conoscano la situazione e la storia clinica. Pertanto i pazienti diabetici la cui cartella clinica e la cui evoluzione della patologia sono patrimonio della diabetologia dell'ospedale di Macomer non possono essere agevolmente seguiti altrove, neppure temporaneamente (senza considerare peraltro i costi e i disagi che eventuali soluzioni alternative comporterebbero per i malati).

 

Nella fattispecie si segnala che a fronte delle dimissioni del diabetologo Dott. Sparano, titolare di 24 ore settimanali, a tutt'oggi non è stato ripristinato nessun servizio.

 

Circa 800 — 1000 pazienti si sono trovati cosi di punto in bianco a non poter effettuare le visite periodiche di controllo e di conseguenza a non poter rinnovare i piani terapeutici indispensabili per poter accedere alle forniture dei presidi atti all'autocontrollo della malattia.

 

Si chiede pertanto che si voglia porre fine immediatamente a questa condizione di rischio per la salute e la vita dei pazienti diabetici del distretto, ripristinando in tempi brevi la funzionalità del servizio e garantendo così il diritto costituzionalmente tutelato alla salute dei cittadini.

 

Poiché Il distretto sanitario di Macomer fornisce assistenza diabetologica a circa 1400 pazienti, 33 ore settimanali risultano comunque insufficienti, si chiede pertanto un aumento delle ore disponibili ad almeno 38 ore settimanali da suddividere in tutti i giorni lavorativi della settimana.

 

Confidando che i problemi su esposti siano oggetto di tempestivi provvedimenti risolutivi, si porgono distinti saluti.

 

Macomer, 20.12.2018

Associazione Diabete Mellito e Celiachia Sardegna sezione di Macomer

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Recapito telefonico: 38875417173

 
Grazie TAR

 Il TAR della Sardegna obbliga il Sistema Sanitario Regionale a curare al meglio, finalmente, le persone con diabete.

Fummo profetici quando, agli esordi di questo annus horribilis per la diabetologia sarda, evocammo un finale amaro per la sgangherata amministrazione sanitaria isolana.

Quella che abbiamo raccontato fin dall’inizio del 2018 attraverso le nostre reiterate denunce ai Media sull’accanimento perpetrato contro i diabetici sardi da parte dell'Assessore alla Sanità, del Direttore Generale, del Direttore del Servizio Farmaceutico e della Commissione del Prontuario Terapeutico, è stata solo una miserabile storia di sconfitte e di bugie, di personalismi e di squallidi opportunismi politici.

La parola Amen sull’indecorosa sceneggiata l’ha scritta il Tar della Regione Sardegna qualche giorno fa con due storiche sentenze (353/2018 e 175/2018), imponendo sia la rimborsabilità di un’insulina di nuova generazione (impedita dalla sola Regione Sardegna ai propri sudditi), sia l'annullamento alla limitazione prescrittiva regionale di un’altra moderna insulina.

Il Tribunale Amministrativo ha imposto alla Regione l’attuazione dei principi di uguaglianza e di pari accesso alle cure specificando, semmai ce ne fosse stato bisogno, come un paziente sardo equivalga ad uno del resto dello stivale, nel rispetto dell’articolo 32 della Costituzione, indebitamente calpestata dai dilettanti allo sbaraglio sopra menzionati.

Nelle suddette sentenze si menzionano le gravi conseguenze che tali limitazioni terapeutiche abbiano comportato ai pazienti diabetici della Sardegna, in sfregio sia ai LEA (livelli essenziali di assistenza), che al comune buon senso.

Pertanto in funzione di tale autorevole verdetto da parte del TAR, sin da ora ci rendiamo disponibili come Associazione Diabete Mellito Sardegna a sostenere giudizialmente i diritti di chiunque sia stato danneggiato  da tale illegittima condotta, riservandoci sin da ora di attivare un'apposita azione legale collettiva contro i fautori di tali gravi inadempienze.

 
Sentenze TAR Sardegna in materia di prescrizione di farmaci

ESTRATTO DALLA SENTENZA TAR SARDEGNA 175/2018

L’introduzione del Piano Terapeutico Regionale e della Nota limitativa finiscono per produrre l’effetto di una riduzione di assistenza sanitaria (rispetto a quanto garantito dai LEA), nella sola Regione Sardegna, in danno degli assistiti affetti da diabete, con evidente vulnus dei principi costituzionali di uguaglianza e di tutela della salute, che implicano la garanzia di un trattamento uniforme, su tutto il territorio nazionale, delle cure minime garantite dal S.S.N.

Il vulnus è ancora più grave se si considera che Tresiba è un farmaco di nuova

generazione, che riduce significativamente gli episodi di ipoglicemia (non solo

notturna ma anche diurna).

Tali raccomandazioni introducono, infatti, limiti aggiuntivi all'impiego di terapie farmacologiche rispetto ai presupposti e ai requisiti già individuati a livello nazionale dall'AIFA, discostandosi così dalle determinazioni di quest'ultima e, prima ancora, a livello sovranazionale, dell'EMA, e condizionando, altresì la libertà prescrittiva del medico, con evidente lesione dei diritti dei pazienti, discriminati in funzione della zona di residenza rispetto alla fruizione di terapie rientranti nei LEA (livelli essenziali di assistenza).

         ESTRATTO DALLA SENTENZA TAR SARDEGNA 353/2018

Trattandosi di farmaco sottoposto a Piano Terapeutico ed erogabile a carico del S.S.N. solo su prescrizione di centri specialistici - il mancato inserimento nel P.T.R. (Prontuario Terapeutico Regionale) ne preclude la prescrizione a carico del S.S.N., escludendone la rimborsabilità per i pazienti sardi (che potrebbero accedere al farmaco solo pagandolo di tasca propria).

Si tratta di farmaco necessario ai fini dell’assistenza da erogare ai pazienti diabetici perché non costituisce una semplice alternativa terapeutica ma è una specifica opzione da utilizzare in caso di inadeguatezza delle terapie esistenti.

Il mancato inserimento di Xultophy nel P.T.R. produce l’effetto di una

limitazione di assistenza sanitaria (rispetto a quanto garantito dai L.E.A.), nella sola Regione Sardegna, in danno degli assistiti affetti da diabete, con evidente vulnus dei principi costituzionali di uguaglianza e di tutela della salute, che implicano la garanzia di un trattamento uniforme, su tutto il territorio nazionale, delle cure minime garantite dal S.S.N.

Il vulnus è ancora più grave se si considera che si tratta di una innovazione

specificamente destinata ad essere utilizzata in caso di inadeguatezza delle terapia esistente. Il farmaco, afferma la ricorrente, non costituisce una semplice ed ulteriore alternativa terapeutica ma offre un approccio di trattamento unico, semplice ed efficace per i pazienti con diabete di tipo 2 già in terapia con insulina basale ed ipoglicemizzanti orali, ma in controllo non soddisfacente e che necessitano pertanto di un’ottimizzazione della terapia.

Devono ritenersi illegittime le raccomandazioni regionali ai medici

ospedalieri di utilizzare alcuni medicinali (regolarmente autorizzati da AIFA)

rispetto ad altri, valutati dalla Regione come meno convenienti in termini di

costi/benefici. Tali raccomandazioni introducono, infatti, limiti aggiuntivi

all'impiego di terapie farmacologiche rispetto ai presupposti e ai requisiti già

individuati a livello nazionale dall'AIFA, discostandosi così dalle determinazioni di quest'ultima e, prima ancora, a livello sovranazionale, dell'EMA, e condizionando, altresì la libertà prescrittiva del medico, con evidente lesione dei diritti dei pazienti, discriminati in funzione della zona di residenza rispetto alla fruizione di terapie rientranti nei LEA (Livelli essenziali di assistenza).

Il mancato inserimento di Xultophy nel P.T.R. (Prontuario Terapeutico Regionale) ha come inevitabile conseguenza che in Sardegna il farmaco non possa essere erogato a carico del S.S.N. e, come altrettanto inevitabile (e grave) conseguenza, quella di limitare l’assistenza sanitaria nei confronti dei pazienti affetti da diabete.

 
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