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Una Giornata Insieme
UNA GIORNATA INSIEME

 

L'ADMS associazione diabete mellito Sardegna organizza per il 25 settembre 2016  una giornata dedicata a bambini e adolescenti con diabete mellito e/o celiachia e le loro famiglie. Tale evento si terrà presso il parco avventura delle Ragnatele loc. le Bombarde Alghero

 

                                              PROGRAMMA

 

ore 10                   ARRIVO e SALUTI

ore 10,30             QUATTRO CHIACCHERE FRA NOI partecipano le Dottsse L. De              Luna e G.L.Conti , G Pulina della pediatria di Alghero e Dott ssa A. Correddu della pediatria di Ozieri  ( argomenti proposti ipoglicemia, inserimento bambino diabetico a scuola, terapia insulinica, celiachia)

ore 13-15               PRANZO offerto dall'ADSM

DOPO LE 15 POMERIGGIO LIBERO: i ragazzi potranno partecipare ai giochi e  percorsi avventure tra gli alberi proposti dal parco con l'aiuto di istruttori esperti. Si raccomanda indossare scarpe allacciate ( scarpe da tennis )

 

Si richiede assolutamente l'iscrizione entro il 18 settembre da effettuarsi

 presso la pediatria di Alghero ( De Luna e Conti ) 079 9955272 al mattino

presso la pediatria di Ozieri ( Correddu )  0797792234/35

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Racconto di disagi preoccpantemente ordinari

Questo è il racconto di una serata diversa da tante altre.
Diversa non perchè sia stata particolare rispetto al solito, ma perchè nella consuetudine di tutti i giorni anche una semplice passeggiata può farti vedere le cose da un'altra prospettiva.
La prospettiva è quella di tutti coloro che ogni giorno devono fare i conti con la loro disabilità e di coloro che cercano di ridurre i disagi di chi, nonostante tutto, la vive con dignità.
Devo ammettere che non avevo mai fatto caso, se non a cose fin troppo evidenti, di quali potessero essere le difficoltà di una persona costretta su una sedia a rotelle ad affrontare la superficialità con cui si tentano di attenuare i disagi che ogni disabile, ogni giorno, deve affrontare.
Noi, fortunati bipedi indipendenti che utilizziamo mezzi motorizzati per spostarci dove meglio ci pare, siamo i primi a notare quanto una strada o un marciapiede siano pieni di buche, dossi e quant'altro possa minare la resistenza dei nostri ammortizzatori, delle caviglie o dei tacchi.

Qualche giorno fa, io e mia moglie, abbiamo acettato volentieri un invito.
Un Pab, una birra, una bistecca, due chiacchere, due risate, un gelatino e passeggiata in una serata estiva...per smaltire un po di calorie sia alimentari che meteodipendenti.
Con noi una ragazza di poco più di vent'anni che abbiamo conosciuto da poco e alla quale mia cognata cerca di rendere la vita un pochino più facile.
Una ragazza meravigliosa, intelligente, simpatica e piena di vita alla quale non manca certo lo spirito per sorridere alle avversità.
Bene, da qui nasce la mia esperienza che mi ha portato a scrivere queste righe.
Come ho scritto prima da “cieco” ignorante non avevo notato alcuni particolari che possono rendere la vita di un disabile non solo più difficile di quanto già non lo sia ma anche più pericolosa.  
Mi offro, in qualità di maschio più forte e al posto di mia cognata, di spingere la carrozzina della nostra amica perchè nelle salite o nelle discese un po di forza in più non guasta.
Durante questa passeggiata abbiamo incontrato, sul percorso, tutta una serie di ostacoli non visibili ad occhio “ignorante” ed altri non solo visibili anche chi non ha il dono della vista, ma addiritura tangibili.
Devo descrivere, per chi ancora non lo sapesse, come è fatta una sedia a rotelle, non quelle top di gamma, non motorizzata, non superammortizzata ma una come tante, ne il meglio assoluto ne il peggio.
Conformazione tradizionale:
Due ruote grandi posteriori a volte dotate di maniglie per l'autospinta, due ruotini anteriori piroettanti, una pedana poggiapiedi, seduta con schienale, braccioli e maniglie di spinta posteriori.

Se con questo mezzo di locomozione ti muovi all'interno di un supermercato si può dire che ci si sposta in modo abbastanza agevole, sia per chi vi è obbligatoriamente seduto che per chi deve guidare e o spingere.
Ma se devi muoverti su marciapiedi o strade e devi attraversare da un marciapiede all'altro allora tutto cambia, tutto diventa incredibilmente ridicolo e tristemente assurdo.
Scusate, mi sono dimenticato di scrivere che sto parlando della città di Sassari, città in cui vivo dalla nascita e che in questo periodo trova difficile accettare la costruzione di una pista ciclabile, di discutibile utilità e per la quale si è mossa una parte della popolazione per manifestare il proprio dissenso (ma questo è altro discorso).
Quella sera, mentre spingevo la carrozzina, ho iniziato ad osservare tutta una serie di particolari che se non ci avessi “messo il dito” non avrei notato.
La prima difficoltà, superata grazie alla mia forza fisica, si è manifestata al primo attravversamento da un marciapiede all'altro, mancava uno scivolo e per superare questo ho dovuto impennare la carrozzina e far scendere le due grandi ruote posteriori lungo lo spigolo del gradino, con la mia amica che, timorosa per la mia inesperienza, si aggrappava alle mie braccia per stare indietro con la schiena.
Ok, siamo scesi ed ora?... dobbiamo attravversare, attravversare un tratto di asfalto sconnesso per raggiungere l'altro marciapiede, traballi, vibrazioni si ripercuotono sulla fragile schiena della mia amica, vengono attenuate solo dalla lentezza della manovra di avvicinamento all'altro gradino.
Ecco l'altro gradino; Claudiè impenniamo di nuovo, pronta? Ajò, anche questa è fatta e si procede in direzione del gelato.
Nel frattempo, grazie allo spirito allegro della mia amica ridiamo delle impennate, gli ho promesso che le insegnerò ad andare su una sola ruota, ma in realtà ci sarebbe poco da ridere.
Procediamo e troviamo tante situazioni simili, alcuni scivoli si presentano sconnessi ed altri hanno un gradino di circa tre centimetri che nemmeno quelli di accesso ai garage hanno.
A che serve fare uno scivolo che si raccorda male e per giunta su un tratto di strada disconnesso?
Solo a poter dire che è stato fatto.
Ma il bello lo scopriamo all'altezza di via Roma che incrocia via Giorgio Asproni, di fronte al Museo, transitando sul marciapiede lato tribunale e dirigendosi verso la parte alta di via Roma si arriva ad uno scivolo che ti fa scendere dal marciapiede in un punto dove non ci sono passaggi pedonali e dove dall'altra parte c'è un gradino altissimo per salire sul marciapiede...resti in mezzo strada a fare l'ennesima impennata. Claudiè ajò, pronta? Vaiiiiiii...bruuummmm, eccoci sul marciapiede e meno male che sei leggera, se no un'ora in giro così altro che palestra, mi tocca pure pagarti.
Ridiamo, sempre grazie a lei ed al suo spirito allegro, ma ci sarebbe sempre poco da ridere.
Vorrei elencarvi altri microepisodi come questo che sono scritti sulla strada e sui marciapiedi di Sassari, nella parte vecchia di Sassari, nelle borgate, ma penso che sia non utile, penso di aver reso chiaro il problema ma penso che, tutto sommato, come non era chiaro a me prima continuerà a non essere ancora chiaro a chi non prova, a chi non tocca con mano, a chi non spinge una carrozzina e a chi non ha bisogno della carrozzina.
Vorrei promuovere una “giornata della presa di coscienza”, una giornata in cui consiglieri comunali ed assessori provassero di persona quali siano i disagi che provano coloro che devono star seduti e muoversi su questi percorsi, su un mezzo di locomozione dove devi spingerti da solo e cosa si prova a spingere un amica, un amico, un fratello, un genitore, una fidanzata o fidanzato, un figlio o una figlia.
La mia non vuole essere un'accusa contro nessuno perchè credo che come ero ignorante io, in buona fede, si possa essere ignoranti perchè non consapevoli.
Ma una volta consapevoli, forse, è più difficile non essere sensibili anche alle sfumature, ai particolari a quelle piccole cose che possono fare la differenza.
Con Claudia ci saranno altri momenti simpatici per ridere e sorridere, ma speriamo per motivi diversi.
Al più presto andremo con lei alla Pelosa, non l'ha mai vista se non in foto, c'è una rampa di accesso alla spiaggia, sono andato a controllare di persona ma non so se c'è un sistema per poterla trasportare sino all'ombrellone, al lettino al bar.
Faremo, nel caso, come da bambini...”seggiolino d'oro”? Ajò Claudiè, come una principessa sino all'ombrellone, alla sdraio, al bagno se ce ne fosse bisogno, al mare, quello splendido mare di Stintino, della Pelosa

 
Disclaimer

L'A.D.M.S. (Associazione Diabete Mellito Sardegna) è nata nel giugno del 1998, con lo scopo di favorire e migliorare la qualità della vita dei diabetici e delle loro famiglie.

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